“Vale un milione di pernotti annui il turismo nei Borghi Umbri”

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“Vale un milione di pernotti annui il turismo nei Borghi Umbri”. Bilancio turistico dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia in Umbria”

E’ tempo di bilanci di fine anno per  l’Associazione “I Borghi più belli d’Italia in Umbria”, che chiude con il sorriso un 2018 definitivamente fuori dalle sofferenze post terremoto. La conferma positiva di questo andamento arriva dai dati che provengono dall’Ufficio Statistiche turistiche della Regione.

“Con i 909.851 pernotti, raggiunti tra gennaio a settembre, – afferma il suo Presidente Antonio Luna – i 27 Borghi umbri supereranno presumibilmente il milione a dicembre. In rapporto al totale regionale di 4.933.140 posti letto occupati, vale il 18,45%. Ciò significa che quasi un turista su 5 in Umbria ha dormito nei Borghi più belli d’Italia, che per statuto non possono superare i 15.000 abitanti. Segno che il piccolo comune umbro è tornato ad essere ricercato”.  Nello scorso luglio, in base ai dati di allora, l’Associazione aveva espresso preoccupazione per una ripresa turistica a due velocità, a svantaggio proprio dei piccoli comuni. Quest’anno sembra invece concludersi meglio di come era iniziato:  “Nei primi quattro mesi del 2018 – continua Luna -, eravamo retrocessi nelle presenze, – 3,5, rispetto al +11,1 regionale, con uno scarto di 14 punti percentuali. Analizzando ora, i primi nove mesi del 2018, quelle distanze si sono accorciate con + 8,4 (Borghi) rispetto a + 11,3 (Umbria). La fatica della ripresa turistica, deriva dalla cautela degli italiani a tornare nei Borghi regionali, cresciuti solo del 2,7%, rispetto al disastroso 2017, mentre l’Umbria  aumenta del 9,3%”.

Si evidenzia però un dato in controtendenza che produce soddisfazione nell’Associazione umbra dei Borghi e fa ben sperare per il futuro. E’ quello del turismo straniero che sta crescendo di protagonismo al punto che non parrebbe lontana un’ipotesi di scavalco sulle presenze italiane:

“Con 430.555 pernotti, gli stranieri – conclude il Presidente umbro – crescono nei Borghi del 15,5% rispetto al 14,5% umbro. Pertanto nel 2018, quasi un letto su due, ovvero il 47,39%, nei Borghi umbri è stato occupato da un visitatore d’Oltralpe. Tale performance si rimarca sul numero medio di presenze nella  struttura d’accoglienza. Mentre infatti il dato regionale, evidenzia una permanenza di 3,1 notti, nei borghi umbri si sale addirittura a 4,9. L’impressione è che gli stranieri stiano progressivamente costruendo un nuovo modo di conoscere l’Umbria, cogliendo nel borgo il miglior luogo di sosta da cui partire per gite itineranti. E’ probabilmente la plastica dimostrazione di adeguate strategie di promozione dei “pacchetti borghi” portate avanti da diversi anni dall’Associazione nazionale, guidata dal Presidente Fiorello Primi, in collaborazione con ENIT e ICE in numerose fiere ed iniziative internazionali”.

Chiamato in causa, il Presidente Primi pone l’esigenza di attivare il “Libro bianco dei Borghi Umbri”, strumento progettuale in grado di accelerare lo sviluppo nei piccoli comuni di eccellenza.

“Da circa due anni, – afferma – l’Associazione umbra sta sviluppando un articolato piano di rivitalizzazione di centri storici e paesaggio che contiene anche la declinazione  in chiave moderna di antichi mestieri , saperi e tradizioni che hanno caratterizzato la vita delle comunità. Un lavoro complesso che si va costruendo con risultati eccellenti in termini di prospettive e potenzialità. Per darvi concretezza nel 2019 occorre mettere in campo risorse finanziarie e provvedimenti legislativi regionali che creino le condizioni affinché giovani intraprendenti possano essere i protagonisti della rinascita di questi piccoli centri. I capisaldi sono: il recupero delle abitazioni inutilizzate, la salvaguardia dell’identità urbana ed ambientale, la realizzazione di sistemi di accessibilità per residenti e turisti, il senso di appartenenza  ad una comunità coesa e solidale come fattore culturale ed attrattivo. Mi auguro che le progettualità de “I Borghi Più Belli d’Italia in Umbria” possano continuare ad essere un punto di riferimento per l’intera rete nazionale”.