Trasimeno: incendio del Barchetto di San Feliciano

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“Rispetto a quanto avvenuto sia maggioranza che opposizione mostrino massima fermezza ed equilibrio, evitando processi sommari e procedendo in maniera unitaria: collegare un atto vandalico come l’incendio di un cimelio della storia del Trasimeno con la presunta trasandatezza dell’area esterna del museo, derivante peraltro da comportamenti incivili di vario genere, è inaccettabile. Non si tenda a giustificare l’accaduto e non si fornisca un’immagine falsa del museo, un luogo a cui tutti siamo affezionati”.

È una risposta netta quella di Giacomo Chiodini, sindaco di Magione, alle critiche provenienti da parte delle opposizioni in consiglio comunale sulla vicenda del rogo doloso del Barchetto del Trasimeno. Il sindaco, mentre procedono le indagini dei carabinieri, sottolinea come

“la scelta di tenere il barchetto all’esterno fu presa fin dall’inaugurazione del museo nella seconda metà degli anni Novanta. Dal 2005 il pezzo, inadatto per le sue dimensioni a stare all’interno, è stato esposto su una piattaforma appositamente realizzata. Una scelta museale quindi e non l’incuria di chi gestisce il luogo. Negli ultimi due anni – ricorda il primo cittadino – le azioni di miglioramento e gli investimenti nel museo sono stati molteplici e lineari, sotto l’attenta regia di Vanni Ruggeri, consigliere delegato alla cultura del Comune, del consulente scientifico Ermanno Gambini e della cooperativa di gestione Sistema Museo. Paradossalmente, nonostante le odierne ristrettezze di bilancio, è dai tempi della sua fondazione, avvenuta in anni di grandi possibilità economiche, che sul museo non si investiva così tanto”.

È infatti Vanni Ruggeri a ricordare le ultime scelte dell’amministrazione.

“Proprio in questi giorni – spiega – assieme a Lega navale, circolo rematori, proloco e al consigliere comunale di San Feliciano Paolo Baldassarri stavamo acquisendo preventivi per un restauro del barchetto a oltre 15 anni dal precedente intervento. Un’azione di rilancio che si sarebbe unita a molte altre già in corso o terminate. Alcune strettamente burocratiche, come la recente acquisizione del demanio esterno dalla Provincia, necessaria per un maggior decoro e anche per il passaggio dell’intero immobile del museo al Comune. Una parte dell’edificio, l’intero primo piano, potrà così ospitare le varie associazioni culturali legate alla tutela e valorizzazione del Trasimeno. Per quanto riguarda invece gli investimenti diretti, pari ad oltre 100mila euro – continua Ruggeri – si è proceduto a realizzare una nuova sala espositiva per mostre temporanee, al risanamento integrale del legno di copertura esterno, alla tinteggiatura delle pareti esterne, a un aggiornamento innovativo del percorso museale in collaborazione con l’istituto italiano di design di Perugia che è attualmente in corso, nonché all’adeguamento dell’impiantistica del primo piano”.

In merito al barchetto, amministrazione ed associazioni, stanno valutando la realizzazione di una copia a dimensioni reali. Già vi sono proposte di donazione e possibili bandi pubblici a cui attingere.