L’importanza del supporto psicologico all’interno del Progetto Evo 4.0

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Efficaci le azioni messe in campo dall’equipe di professionisti per contrastare la dispersione scolastica: “Niente terapie ma solo orientamento per aiutare i ragazzi a trovare la loro strada”

   

Il Progetto Evo 4.0 si conferma uno degli antidoti migliori per contrastare la dispersione scolastica. Tra le azioni che hanno dimostrato maggiore efficacia c’è quella che hanno messo in campo l’equipe di psicologi formata da Alessia Leonardi, Fabrizio Bosimini e Sofia Guarducci.

“Il nostro lavoro – dichiara la Dr.ssa Alessia Leonardi – si è svolto inizialmente attraverso incontri di gruppo con le classi di diverse scuole di Perugia e Orvieto. In questi incontri abbiamo lavorato sul tema dell’orientamento, presentando anche il progetto e coinvolgendo i ragazzi e le ragazze interessati ad avviare un percorso individuale. Successivamente abbiamo realizzato circa cinque o sei incontri, attraverso i quali abbiamo accompagnato i partecipanti in diversi percorsi: dalla riflessione sul proprio futuro lavorativo alle scelte di vita più in generale. Il progetto è andato molto bene, al punto che è stato prorogato. In questo momento stiamo avviando nuove attività con nuove classi e con altri ragazzi e ragazze interessati a partecipare”.

Un confronto costante con i giovani, dove è stato possibile riscontrare diversi bisogni.

“Abbiamo osservato una grandissima necessità di avere spazi di ascolto e di supporto, soprattutto in questo momento storico. C’è una forte motivazione e un grande interesse ad approfondire, a conoscersi meglio e a inserirsi nel mondo del lavoro nel modo più adeguato possibile. Oltre a un rischio molto elevato di dispersione e abbandono scolastico — che è il focus del progetto Evo — abbiamo notato una forte solitudine e importanti difficoltà relazionali. Il supporto psicologico è fondamentale. Nel progetto Evo, tuttavia, il nostro non è un supporto clinico: non si tratta di un’attività terapeutica, ma di orientamento, quindi di un accompagnamento diverso. Certo, in alcune situazioni sarebbe necessario anche un supporto più propriamente clinico, perché il disagio giovanile sta aumentando molto. Ritengo quindi che ci sia assolutamente bisogno di progetti come questo, capaci di sostenere ragazzi e ragazze in una fase della vita caratterizzata da grandi cambiamenti e trasformazioni”.

IL PROGETTO EVO 4.0

E’ guidato dal Consorzio Abn e composto da Istituzioni scolastiche (l’Istituto d’Istruzione Superiore ‘Cavour – Marconi – Pascal’ di Perugia, l’I.I.S. Scientifico e Tecnico di Orvieto, l’I.P.I.A. “E.Orfini” di Foligno, l’Istituto Istruzione Superiore “Gandhi” di Narni, l’Istituto Omnicomprensivo Ipsia ‘Pertini’-CPIA di Terni, l’Istituto Istruzione Superiore “R. Casimiri” di Gualdo Tadino), Enti dal Terzo Settore (le cooperative B+, Borgorete, Il Quadrifoglio, Il Poliedro, COOSS e l’Associazione Wega), Agenzie educative e formative (l’ITS Umbria Made in Italy, l’Istituto Italiano di Design Anwa, l’Università delle Arti e dei Mestieri e Land) e organizzazioni esperte nel Community Engagement e nella valutazione di impatto sociale (Human Foundation e Sin