Tra Storia e Poesia due giorni di incontri alla libreria POPUP di Perugia

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Sabato 27 aprile, alle 18, il poeta Walter Cremonte presenta il suo libro “Diversamente”. Dialogheranno con lui Ombretta Ciurnelli e Caterina Martino

   

Storia e poesia questa settimana a POPUP, libreria e spazio culturale e sociale in piazza Birago a Perugia. Venerdì 26 aprile, alle 18.30, Luigino Ciotti e Dino Renato Nardelli presenteranno il loro libro I campi di Tullio. La storia di un internato militare italiano (Era Nuova), un’importante testimonianza che mette in luce – in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile – una delle anime della Resistenza a lungo dimenticata. Il volume racconta infatti la vicenda dell’umbro Tullio Ciotti, giovane bracciante di Passaggio di Bettona, uno dei 650.000 IMI – Internati Militari Italiani – definizione sconosciuta ai più ma che cela un grande dramma della seconda Guerra Mondiale. È la definizione data da Hitler ai militari italiani che furono catturati dai tedeschi e portati nei lager in Germania, e non solo, immediatamente dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 tra l’Italia ed i Paesi alleati. Ne furono deportati 650.000 e quasi 50.000 morirono di fame, stenti, malattie, utilizzati come lavoratori-schiavizzati per sostituire nelle fabbriche e nei campi gli uomini teutonici al fronte. La storia di prigionia e di guerra di Tullio Ciotti è quindi non individuale, ma collettiva. Le sue sofferenze, le angherie, i soprusi subiti, la nostalgia, la fame, il freddo, le umiliazioni furono “patrimonio”di tutti gli italiani vittime di una guerra che la maggioranza di loro non aveva voluto. Per questo quasi tutti rifiutarono alla Repubblica di Salò e per questo vissero la prigionia in luoghi ostili, a soffrire e testimoniare le loro idee ed i loro valori.

Sabato 27 aprile, alle 18, a POPUP arriverà invece il poeta Walter Cremonte, con il suo libro Diversamente (Marcos y Marcos). Dialogheranno con lui Ombretta Ciurnelli e Caterina Martino. “Due le maggiori polarità della scrittura di Cremonte – si legge nella prefazione al volume, a cura di Fabio Pusterla – da un lato gli “indugi del cuore”, l’esplorazione interiore, l’esperienza sentimentale splendida o terribile (splendida e terribile); e d’altra parte il richiamo del “fare”, della quotidiana fatica che chiede un impegno umile, concreto; e il rifiuto della poesia fine a se stessa, tanto autoreferenziale quanto progettata a tavolino. La parola poetica di Walter Cremonte parte dal basso di ciò che è umanamente esperito e però non dimentica l’altro da sé, e soprattutto l’altro più inerme, più deprivato e ammutolito, a cui tenta di dare, senza arroganza, un po’ di voce. E l’avverbio elevato a titolo di questo libro, diversamente, originato da un racconto di Alice Munro, suggerisce con la consueta povertà di mezzi un nitido orizzonte utopico: essere diversamente, pensare diversamente, sperare diversamente, nella leopardiana coscienza della nostra condizione umana”.