Ciao Leo e scusa, ma oggi non sono riuscito a non piangere

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Ciao Leo e scusa, ma oggi non sono riuscito a non piangere. Il ricordo di un eterno ragazzo, che ha fatto dell’energia e dell’umanità le sue armi migliori

L’ultimo saluto a Leonardo Cenci è stato degno del suo grande contributo umano che ha diffuso negli anni di vita, non solo nel periodo della malattia ma anche da semplice ragazzo cresciuto nel quartiere di Elce a Perugia.

Perugia piange uno dei simboli migliori che ha saputo produrre nella modernità. Un concentrato di energia, umanità e creatività. Un uomo, o meglio un eterno ragazzo, che ha sempre avuto una marcia in più sul piano dello spirito e della socialità. Non è riuscito a sconfiggere il cancro, come sperava, o quantomeno a tenerlo buono il più possibile. Si è spento con la dignità che lo ha sempre contraddistinto. Perchè dietro a quel ‘mattacchione’ ha sempre trovato spazio una persona gentile, educata e sensibile.

Senza di lui tutti ci sentiamo più soli, perchè con lui tutti ci sentivamo più forti. Il suo modo di reagire, la sua non paura, è stata per lungo tempo un’ancora a cui ci siamo attaccati per tenere lontani i nostri timori e le nostre insicurezze.

Il ‘Leo’ è sempre stato così. Non è stato il cancro a trasformarlo. Il cancro che ha ingiustamente occupato una parte del suo corpo ha paradossalmente facilitato la conoscenza di un animo buono e di una mente geniale.

Ci lascia in eredità un’infinita dose di buon umore e di spensieratezza. Un immaginario fatto di tanti colori accesi, dove a predominare è chiaramente il giallo. Il suo giallo, la sua luce, che per tanti anni ha illuminato familiari, amici e conoscenti.

Tante, anche, sono le immagini che conserveremo della sua preziosa presenza. I selfie, le linguacce, le feste, gli abbracci e quello sguardo sempre gioioso ad ogni incontro. I suoi occhi e la sua voce erano predisposti agli altri e al contatto umano.

Quegli occhi e quella voce che negli ultimi giorni si sono spenti, ma che continuavano a comunicare attraverso un respiro affannoso e profondo.

L’immagine della mamma che posa un straccetto bagnato sulla sua bocca, nelle ultime ore di battaglia o le carezze sulla fronte del padre nel giorno in cui il suo corpo ci ha dato l’ultimo saluto, rappresentano l’epilogo migliore di una storia purtroppo breve ma straordinariamente intensa. Così intensa che sarà davvero difficile metabolizzare.

Buon viaggio Leo e grazie di tutto.

Scusa, ma oggi non sono riuscito a non piangere.

Andrea Sonaglia