C’era una volta Angelino, il re delle notti di Umbria Jazz

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Il mitico Angelino, al centro, e dietro piano altri due personaggi delle notti perugine purtroppo scomparsi: Alberto dell’omonimo Bar di Corso Garibaldi con la maglia bianca e Vincenzo Tancini, per tutti “Tancio”, con la camicia gialla (La foto presente e le successive hanno tutte riproduzione vietata)

C’era una volta Angelino, il re delle notti di Umbria Jazz. Era il 1983 quando un estroso personaggio perugino inventò Jam Session da favola con gli artisti che, dopo i concerti, andavano nel locale di via Ritorta a suonare fino all’alba

di Francesco Bircolotti

“E adesso?”. “Adesso si va tutti da Angelino”.

Alzi la mano chi non ha mai fatto almeno un salto a notte fonda, durante il periodo di svolgimento di Umbria Jazz, in quell’angusto, buio e fumoso locale di via Ritorta, una minuscola traversa di via dei Priori. Impossibile, quantomeno, non aver mai sentito parlare del re delle notti perugine, dal punto di vista sia organizzativo che musicale (anche se lui non si cimentava a suonare), capace di allestire serate, pardon… nottate indimenticabili non soltanto per gli amanti del jazz. Era il 1983 quando nacquero le Jam Session in salsa perugina. Angelino, del quale curiosamente nessuno – compreso chi lavorava con lui o dentro il “sistema-festival” – ricorda il cognome (“ma tanto Angelino, era Angelino e basta per tutti” è il refrain dei testimoni dell’epoca”) era bravissimo ad entrare in sintonia con gli artisti che venivano invitati ad Umbria Jazz e così era facile farli intervenire ai suoi show notturni con grande godimento dei frequentatori del club, soprattutto studenti e turisti stranieri, che intendevano tirare fino all’alba.

Ricorda Virgilio Ambroglini, allora prima prima presidente e direttore generale dell’Associazione Umbria Jazz, nonché incommensurabile memoria storica e oggi presidente dela Fondazione “Sergioperlamusica”, dedicata al compianto Sergio Piazzoli:

“In quel locale caratteristico, che durante l’anno ospitava altri tipi di feste (memorbili quelle “greche” del giovedì sera, n.d.r.), a concerti ufficiali terminati si riversavano decine di musicisti che con i propri strumenti al seguito improvvisavano fantastiche performance. Un qualcosa di magico e trascinante che solo una persona eccezionale come lui sapeva realizzare”.

Lo storico ingresso del locale “Da Angelino” in via Ritorta come si presenta oggi

E Fabrizio “Fofo” Croce, che di notti perugine se ne intende, aggiunge:

“Ero alle prime armi, ma ricordo che lì dentro si vivevano incredibili scariche di adrenalina ogni sera. Tra i frequentatori abituali c’erano i fratelli Marsalis, i membri delle marching band di New Orleans, studenti della Berklee Summer School che partecipavano alle UJ Clinics e un mare di musicisti famosi. Nel programma di quegli anni esistevano situazioni simili più “ufficiali” (come per esempio il “Panino”, oggi “Paiolo” in via Angusta, n.d.r.), ma devo ammettere che quella da Angelino era una situazione irripetibile”.

Una delle Jam Session tenute al “Down Town” di via del Bulagaio, anno di grazia 2003

Chi di questo bellissimo spaccato di una Perugia che non c’è più ne sa qualcosa è anche Kahraman Yilmaz, turco di Mersin, proprio domani 49 anni, arrivato in Umbria nel 1993 e oggi socio del “Fresssco” di via Pinturicchio, moderno fast healthy food del benessere, specializzato in succhi vivi e smoothies. Lui, insieme allo spoletino Stefano Tocchio, gestiva il “Down Town”, molto più di un semplice pub situato all’imbocco di via del Bulagaio sotto piazza Grimana:

“Dopo nove anni di lavoro in un negozio di tappeti antichi – spiega – decisi di entrare in società al “Down Town” e dopo poco nel 2003 Angelino ci venne a cercare perché doveva lasciare i locali di via Ritorta. Ricordo che per noi fu un onore. E una svolta per quattro estati, complice l’introduzioneda parte mia per la prima volta del kebab, però al piatto, a Perugia. Eravamo aperti fino alle 6 o le 7 del mattino, perché allora si poteva fare, rappresentando un punto di ritrovo anche per chi lavorava in altri pub e locali e veniva a terminare la serata da noi, gli unici tra l’altro a servire da mangiare fino a quell’ora. Com’era Angelino? Tanti aggettivi: divertente, intelligente, coraggioso, amante del jazz, molto scaramantico e decisamente stimato dai musicisti, abbastanza donnaiolo. Furono anni di lavoro molto duro ma pieni di soddisfazioni, feste e ottima musica. Oltretutto gratis”.

Kahraman Yilmaz, ex gestore del “Down Town” e adesso socio del “Fresssco” di via Pinturicchio

Nessun dubbio come dimostra la carrellata di foto, che Kahraman regala al cronista, che faranno perfino commuovere molti (vedi foto). Dal “Down Town” Angelino nel 2007 sposterà il suo show al St. Andrews di via della Cupa con qualche sortita anche al “Celebrate” di via Bontempi, ma le Jam Session di lì a breve avrebbero iniziato ad essere nuovamente “istituzionalizzate” sotto l’egida degli organizzatori del festival. Ma questa è storia più recente. Ben diversa da quella di Angelino, ritiratosi da qualche anno a vita privata, che a Perugia e nell’ambito di UJ un po’ per tutti è diventato leggenda.