“Perugia è la Mecca del Jazz”, viaggio tra i fedelissimi devoti della kermesse

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“Perugia è la Mecca del Jazz”, viaggio tra i fedelissimi devoti della kermesse. La storia di un gruppo di fotografi, giornalisti e appassionati di tutto il mondo che da 15 anni si ritrova ogni luglio ad Umbria Jazz celebrando la musica e l’amicizia

di Francesco Bircolotti

L’appuntamento è sempre quello:

“Ci vediamo a luglio a Perugia, il primo giorno di Umbria Jazz”.

Vengono da Stati Uniti, Giappone, Inghilterra, Galles, Germania, Grecia, Serbia, Brasile e da almeno 15 anni non mancano mai alla kermesse che ormai considerano parte irrinunciabile della propria vita. Ma non sono turisti qualsiasi: alcuni sono talmente appassionati del genere che si girano il mondo frequentando il maggior numero di festival possibile; altri sono fotografi e giornalisti che chiaramente sono agevolati dal proprio lavoro; poi ci sono gli “aggregati”, cui la musica piace certamente, ma colgono soprattutto l’occasione di trascorrere lunghe giornate cosmopolite, tra suoni, emozioni, colori e, perché no, abbondanti ed interminabili pranzi e cene. E poco importa se magari non si capiscono tutte le parole degli idiomi parlati. Già, perché questa, oltre che di musica, è una storia soprattutto di amicizia che si snoda sulle strade del mondo, nelle capitali del jazz: da Juan-les-Pins in Costa Azzurra a Bolzano, da New Orleans a Montreux in Svizzera, da New York a San Sebastian in Spagna, da Belgrado a Rotterdam, da Newport a Montreal. Fino appunto a Perugia.

“Perché Perugia è la Mecca del Jazz”, spiega per tutti Tim Dickeson, fotografo inglese che vive a Cardiff, i cui scatti sono il fiore all’occhiello della rivista di settore londinese più venduta del Regno Unito.

“Chi è appassionato di jazz deve venire qui almeno una volta nella vita; qui dove si respira musica in ogni angolo di una città accogliente e perfettamente integrata col festival”.

Ma per loro, spesso con al seguito le proprie famiglie, questa ormai è la tappa più ricorrente. Merito di Voja Pantic, critico musicale e direttore artistico del Jazz Festival di Belgrado, e soprattutto di Branka Korica, anch’essa originaria della capitale serba ma da 25 anni a Perugia, di professione free lance nel settore del marketing e commerciale estero. E’ lei che funge da anello di raccordo per i suoi amici di ogni angolo del pianeta, tanto quando devono venire a Perugia, quanto in occasione dei viaggi nelle altre sedi dei festival. Ed è lei che ci introduce nel gruppo, complice il compleanno (una ventina i presenti di tante nazionalità) di due fotografi di livello mondiale.

Da sinistra Yasuhiro “Fuji” Fujioka, Adriano scognamillo e Tim Dickeson (Foto Scognamillo)

Il primo è Adriano Scognamillo, perugino d’adozione che, giusto per citare la punta di diamante di un’attività molto variegata, è il fotografo ufficiale di Carlos Santana; il secondo è Yasuhiro Fujioka, per tutti “Fuji”, giapponese di Osaka, che nella vita è a capo di una delle maggiori aziende produttrici di kimono, ma in realtà scrive anche per i magazine Japan Jazz e Jazz Critique e, soprattutto grazie alla sua simpatia, è amico dei più svariati personaggi famosi del mondo, a partire dal Principe Alberto II di Monaco.

Ma “Fuji”, conosciutissimo anche a Perugia (del resto è alla sua ventitreesima edizione di Umbria Jazz) e in diretto contatto perfino con l’irraggiungibile Carlo Pagnotta, ha la particolarità di essere il maggior esperto al mondo di John Coltrane, tra i più grandi sassofonisti della storia del jazz e compositore statunitense scomparso nel 1967. Su di lui ha già scritto quattro libri (uno di ben 800 pagine che l’emittente radiofonica BBC UK nel 2008 ha decretato come libro musicale dell’anno), possiede circa 2.000 oggetti tra Lp, tickets e book ed ha messo a disposizione la sua collezione di dischi per il flm Vanilla Sky con Tom Cruise e Cameron Diaz.

“Ora sto lavorando all’uscita di un DVD su Coltrane che si chiamerà “Chasing Trane” e Pagnotta mi ha detto che dovremmo presentarlo il prossimo anno proprio ad Umbria Jazz. Un giudizio su questa rassegna? Semplicemente fantastica e ogni volta mi sento a casa”.

E proposito di valutazioni, la carrellata è lunga e assolutamente positiva. Mark Entwistle, avvocato gallese, non ha dubbi:

“Io non sapevo nemmeno dell’esistenza di Umbria Jazz. Poi nel 2006 ho incontrato Tim al Cheltenham Jazz Festival e mentre assistevamo ad un concerto del vibrafonista statunitense Gary Burton mi ha parlato della magia di Perugia. Dopo la mia prima partecipazione, mi sono innamorato della rassegna e dell’Umbria e con mia moglie Simone abbiamo acquistato una casa a Preggio, sulle colline del Trasimeno, che in questi giorni abbiamo lasciato ad altri amici, anche loro stranieri”. Mark, così, il giorno dopo la festa di compleanno di Adriano e “Fuji” ha organizzato un altro pranzo in una villa a Lacugnano con vista sulla città ed è proprio mentre l’ammira che dice: “E’ bellissima e Umbria Jazz le regala una visibilità mondiale. Quest’anno poi la qualità degli ospiti internazionali è altissima e finora all’Arena non ho saltato un concerto”.

Sulla qualità del programma non ha dubbi nemmeno Thomas Conrad, americano, per tutti Tom. Lui è un giornalista specializzato e scrive per tre magazine statunitensi (JazzTimes, Stereophile e The New York City Jazz) e con la figlia di Tim, Olivia, ha realizzato anche un video su UJ in cui si mostra autentico ambasciatore di Perugia:

“Posso tranquillamente affermare – dice – che quello di Perugia si colloca tra i primi cinque festival jazz al mondo. Con una caratteristica speciale: qui il cartellone è composto al 60% di musica jazz pura, cosa sempre più rara nelle altre manifestazioni. A Montreux, che un tempo rappresentata forse il top, ora si può ascoltare solo il 10% di concerti jazz. E Perugia è l’unico posto in cui puoi ascoltare ininterrottamente musica da mezzogiorno alle due o alle quattro di notte. Tutta la città ti accoglie, dai monumenti alle persone, l’atmosfera è unica, la scelta di location come la Galleria Nazionale dell’Umbria e il Teatro Morlacchi è vincente e le dimensioni del centro storico perfette. Insomma, non puoi non vivere il jazz”.

Così, al gioco proposto di associare una parola ad Umbria Jazz e a Perugia, Joanne (moglie di Tom) risponde “famiglia”, anzi, “just family”; Mark, l’avvocato, “unica e senza tempo”; Tim, il fotografo “poesia”; Mary (consorte di Tim), “Special…. Benissimo… Buonissimo”. Ovviamente per tutti un concetto è stato sottinteso e l’aggiungiamo noi:

“amicizia itinerante senza confini”.