Violenza giovanile, dalla tragedia di La Spezia la responsabilità di investire sull’educazione affettiva

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Nell'immagine distribuita dall'ufficio stampa il 13 novembre 2013 una delle foto esposte all'Auditorium della Conciliazione di Roma, dal 23 al 24 novembre 2013, per la mostra di Giovanni Gastel che raccoglie ventisei immagini di bambini, parte integrante del progetto ideato e curato dalla fotografa Talitha Puri Negri con la collaborazione della Onlus Piccolo Principe, per sensibilizzare l?opinione pubblica sul delicato tema del maltrattamento e della violenza minorile. ANSA/UFFICIO STAMPA GIOVANNI GASTEL +++NO SALES - EDITORIAL USE ONLY+++
 

Nota stampa di Maria Grazia Proietti, Consigliera Regionale dell’Umbria

   

La morte del giovane accoltellato a La Spezia è una ferita profonda e inaccettabile che riguarda tutti e che, ancora una volta, ci richiama alle nostre responsabilità come comunità. È una tragedia che parla alla collettività intera e mette davanti agli occhi un disagio che attraversa la nostra società, chiamando in causa il modo in cui educhiamo, accompagniamo e sosteniamo le nuove generazioni.

Di fronte a fatti come questo il cordoglio non basta. La politica e le istituzioni hanno il dovere di interrogarsi e di assumersi una responsabilità concreta, perché la violenza giovanile non nasce dal nulla ma affonda le sue radici nella mancanza di strumenti per riconoscere e gestire le emozioni, affrontare i conflitti, costruire relazioni sane e rispettose.

In questo contesto, la mozione sull’educazione affettiva che ho promosso e che il Consiglio regionale dell’Umbria ha recentemente approvato è una scelta di prevenzione e assume un significato che va oltre i confini regionali. Educazione affettiva, educazione civica e cultura della non violenza sono strumenti indispensabili per ridurre il rischio che un litigio, una gelosia, una frustrazione o un disagio si trasformino in un gesto irreversibile.

Serve un impegno serio e strutturato, a livello nazionale e locale, per portare nelle scuole percorsi continuativi di educazione alle relazioni, con la formazione dei docenti, il supporto psicologico e il coinvolgimento delle comunità educanti. Garantire ai giovani strumenti concreti significa agire prima che la violenza esploda, non dopo.

Alla famiglia della vittima va il mio cordoglio più sincero. Il modo più responsabile di dare senso a questo dolore è trasformarlo in azione politica e in scelte coraggiose. L’Umbria ha indicato una strada: ora è necessario che altre istituzioni facciano la propria parte, perché costruire una cultura del rispetto e della pace è una responsabilità collettiva che non può più essere rimandata.

Marzia Grazia Proietti

Consigliera Regionale Umbria