Usl Umbria 1: evento formativo webinar sull’infermiere di famiglia e di comunità

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Il progressivo invecchiamento della popolazione e l’incremento di persone con almeno una patologia cronica (40,8% in Italia); le condizioni di comorbidità, in particolare nei soggetti sopra i 75 anni (66,6%); i cambiamenti socio-demografici come, ad esempio, la semplificazione della dimensione e della composizione delle famiglie, con il 29,6% delle persone sopra i 65 anni che vivono da sole: sono tutti elementi che stanno determinando un ripensamento dei modelli organizzativi dell’assistenza territoriale. La situazione emergenziale conseguente alla pandemia Covid-19, inoltre, ha evidenziato le debolezze degli attuali modelli di assistenza territoriale, determinando un’accelerazione di alcune misure, tra le quali il rafforzamento dei servizi infermieristici con l’introduzione dell’infermiere di famiglia o di comunità, per potenziare la presa in carico sul territorio dei soggetti infettati da Sars-Cov-2, anche coadiuvando le unità speciali di continuità assistenziale e i servizi offerti dalle cure primarie (come prevede la legge n. 77/20). Di questo si è parlato durante la webinar e tavola rotonda dedicata all’Infermiere di famiglia e di comunità (Ifec) dal tema “L’evoluzione della professione infermieristica e le sue prospettive in risposta al mutato bisogno di salute della popolazione e all’aumento delle cronicità”, promossa dall’Usl Umbria 1, che si è tenuta venerdì 9 aprile, che ha visto connettersi 163 professionisti.

Dall’iniziativa, che rilasciava 4 crediti formativi, è emerso che in tutto il mondo l’infermiere è stato investito, a seguito di un processo di espansione ed estensione del ruolo e attraverso specifici ambiti formativi, di nuove responsabilità nelle cure primarie. In ragione poi degli obiettivi del Documento salute 21 dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), si sono sviluppati percorsi formativi di nuove figure infermieristiche, tra cui l’Ifec. Si tratta di un professionista, responsabile dei processi assistenziali infermieristici in ambito familiare e di comunità, che deve essere in possesso di conoscenze e competenze specialistiche nell’area infermieristica delle cure primarie e sanità pubblica.

Il direttore generale della Usl Umbria 1 Gilberto Gentili, convinto sostenitore della necessità di implementare tale figura in un contesto di assistenza territoriale di rete, – coadiuvato da Emanuela Ghiandoni e Palmiro Riganelli, responsabili scientifici dell’evento, e dal dirigente dell’Unità operativa (Uo) di formazione aziendale e del servizio infermieristico Roberto Bacchetta, in qualità di coordinatore organizzativo – ha organizzato questo evento per “far emergere” le criticità attuali e le possibili risposte che l’Ifec può determinare per migliorare le risposte al mutato bisogno di salute della popolazione e all’aumento della cronicità.

La giornata di lavoro è stata introdotta dallo stesso direttore generale, che ha fatto gli onori di casa e portato i saluti dell’assessore regionale alla sanità Luca Coletto. Gilberto Gentili, inoltre, ha anticipato un progetto formativo in via di definizione con l’Università di Perugia, confermato dal presidente del corso di laurea in infermieristica Tiziano Baroni, che ha portato i saluti dell’ateneo, per un master di primo livello in infermieristica di famiglia e di comunità, che sarà attivo dal prossimo autunno. Alla webinar – moderata da Tonino Aceti, portavoce della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) – sono intervenuti sul tema i dottori: Federica Duò, presidente Confederazione associazioni regionali di distretto (Card) Valle d’Aosta; Marilena Baciliera, direttore formazione e aggiornamento dell’azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara; Marta Pordenon, infermiera Card del Friuli-Venezia-Giulia; Palmiro Riganelli, posizione organizzativa della Uo formazione della Usl Umbria 1; Luigi Rossi, Presidente Card Toscana; Pietro Tasegian, membro Società italiana di medicina generale (Simg) Umbria. La tavola rotonda tra esperti ha registrato ben 163 connessioni (con un livello di interesse medio di 89,92 su 100), che hanno avuto un eccellente livello di interazione ponendo molteplici domande evidenziando l’interesse sull’argomento.