“Cosa sta facendo la giunta regionale, dopo gli atti approvati dal consiglio?”

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La nota di Meloni (Pd)

“Al di là degli enunciati e dei gesti simbolici, cosa sta facendo la Giunta regionale per assicurare la sicurezza sui luoghi di lavoro? I dati ci restituiscono una situazione drammatica, anche in Umbria, con un morto al mese sul lavoro e 2.757 denunce nei soli primi tre mesi dell’anno secondo i dati Inail. Serve dunque un cambio di passo e, soprattutto, che alle belle parole che il Consiglio regionale ha licenziato all’unanimità, seguano i fatti”.

   

Così la capogruppo del Partito democratico all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Simona Meloni, che chiede “quali azioni concrete la Giunta regionale abbia messo in campo sul fronte del contrasto alle morti sul lavoro”.

“Come minoranza – spiega Meloni – ci siamo fatti promotori di due atti: una mozione sulle morti sul lavoro, per chiedere maggiori azioni e impegni da parte dell’Esecutivo regionale, e una seconda sulla necessità di emanare regolamenti sulla legge regionale del 2013 in materia di prevenzione delle cadute dall’alto in agricoltura e in industria. Due atti che la massima assise regionale ha approvato all’unanimità ma che, a quanto ci è dato sapere, non hanno trovato alcun tipo di seguito e riscontro nelle stanze dell’Esecutivo. Un fatto che appare quindi intollerabile, alla luce degli ultimi episodi che testimoniano come l’emergenza delle morti sul lavoro non sia affatto cessata. Ribadiamo dunque – continua Simona Meloni – la necessità di potenziare l’azione di coordinamento della Regione nei confronti dei soggetti che operano nel campo della sicurezza dei luoghi di lavoro; prevedere una ricognizione delle risorse per poter adottare opportune iniziative volte ad assicurare tutte le condizioni di massima sicurezza e salubrità nei luoghi di lavoro e, quindi, di tutela dei lavoratori; prevedere ulteriori forme di sostegno, in particolare alle piccole e medie imprese nell’effettiva applicazione degli obblighi di legge e di diffusione della cultura della salute e della sicurezza, con la previsione di speciali premialità per quelle maggiormente efficienti e sensibili alla problematica; potenziare gli investimenti per la promozione della sicurezza e dei diritti sul lavoro attraverso l’educazione permanente e la formazione dei lavoratori nonché prevedere incontri con gli addetti alla sicurezza sui luoghi lavoro negli istituti scolastici superiori per aumentare la cultura della sicurezza negli studenti e ad effettuare incontri formativi nelle singole aziende. Tutto questo – conclude Meloni – anche in memoria di Fausto, l’operaio morto il 2 luglio a Perugia, ma anche per Samuel Cuffaro ed Elisabetta d’Innocenti, i due rimasti vittime dell’esplosione della fabbrica di cannabis light a Gubbio nel 2021. Una via crucis di nomi e storie, finite troppo presto e in un luogo che doveva essere l’estrinsecazione di un diritto costituzionale”.