“Prospettive future del comparto Monteluce: ennesima criticità ereditata dalla sinistra”

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La Vicepresidente dell’Assemblea Legislativa Paola Fioroni (Lega) annuncia interrogazione

“Avere informazioni sulle prospettive del Piano di risanamento AMCO in seguito all’assemblea dei quotisti del Fondo dello scorso 14 gennaio”.

È quanto chiede il consigliere regionale Paola Fioroni (Lega Umbria – vicepresidente Assemblea legislativa) annunciando la presentazione di un’interrogazione alla Giunta in relazione al Fondo Umbria – Comparto Monteluce.

“Con questo atto – spiega Paola Fioroni – chiediamo di conoscere le prospettive future del Fondo Umbria-Comparto Monteluce, i contenuti dell’accordo e del piano di salvataggio, anche alla luce delle risultanze dell’assemblea dei quotisti del Fondo che hanno prorogata di ulteriori 3 mesi la durata del Fondo. Ma anche i prossimi step che saranno concretamente resi operativi per arrivare ad una soluzione dell’annosa questione che assicuri il completamento dell’intero complesso, in un’ottica di garanzia dei servizi e della sicurezza per gli abitanti del quartiere di Monteluce e dell’intera città di Perugia, e garantisca la tutela dei livelli occupazionali delle aziende umbre fornitrici del Fondo Monteluce la cui continuità aziendale è fortemente compromessa dai costi sostenuti per i lavori già effettuati nel cantiere di Monteluce, attraverso il soddisfacimento dei crediti che tali aziende vantano nei confronti del Fondo da oltre 4 anni”.

Secondo Paola Fioroni

“sul tavolo della Giunta c’è l’ennesimo dossier, retaggio dell’incapacità amministrativa e gestionale del Partito Democratico, che si aggiunge alle già pesanti situazioni deficitarie relative ai trasporti pubblici e alla sanità lasciate in eredità alla nuova amministrazione regionale. Il Fondo Monteluce del valore di 52 milioni e 500 mila euro, il cui apporto è stato sottoscritto da Regione Umbria e Università degli Studi di Perugia e BNL Fondi Immobiliari SGR Spa, ha subito un costante ed inesorabile decremento dal 2009 sino ad essere completamente azzerato alla data del 30 giugno 2019. Un contraccolpo devastante per la Regione, per la città di Perugia, per tante aziende umbre, al quale ora la Giunta Tesei è chiamata a porre rimedio, come richiesto anche attraverso una mozione a mia prima firma approvata in Consiglio regionale nonostante il voto contrario del PD, che invece di fare ammenda dei propri errori continua a strumentalizzare una vicenda chiara a tutti. Di recente – prosegue – abbiamo appreso dagli organi di stampa che AMCO, società controllata dal ministero dell’Economia, specializzata nella gestione dei crediti deteriorati delle imprese, avrebbe chiesto più tempo per valutare il Piano di salvataggio del Fondo Monteluce per la verifica della fattibilità del piano economico-finanziario presentato. La stessa Giunta regionale ha richiesto la convocazione dell’assemblea dei quotisti del Fondo Umbria-Comparto Monteluce, avvenuta il 14 gennaio scorso, per deliberare una proroga tecnica della vita del Fondo che consenta, da un lato di perfezionare un accordo in grado di soddisfare sia le banche che le imprese creditrici, e dall’altro garantire il completamento dell’intero complesso per riqualificare una zona strategica del capoluogo. Alla luce del quadro descritto, – conclude Paola Fioroni – ritengo importante conoscere le prospettive future del Fondo Umbria-Comparto Monteluce, i contenuti dell’accordo e del piano di salvataggio, nonché i prossimi step che saranno concretamente resi operativi per arrivare ad una soluzione dell’annosa questione”.