Miele adulterato, l’Europa attiva le azioni di contrasto

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On. Francesca Peppucci: “Bisogna agire con forza a tutela di un prodotto che nel nostro Paese è patrimonio identitario di qualità, tipicità e salubrità”

   

“L’apicoltura è un’attività fondamentale non solo per il ruolo che riveste nel mercato agroalimentare europeo, ma soprattutto per la funzione vitale che esercita a difesa della biodiversità. Per questo, è necessario potenziare i controlli sulle importazioni e aggiornare subito l’elenco dei metodi di laboratorio per individuare e bloccare le frodi”.
È quanto dichiara l’europarlamentare Francesca Peppucci, membro del Partito Popolare Europeo (PPE), in occasione della Giornata mondiale delle Api istituita dalle Nazioni Unite e che, ogni anno, si celebra il 20 maggio. Una dichiarazione che segue la sottoscrizione dell’atto con cui il Parlamento europeo interroga la Commissione europea sulle azioni da intraprendere contro il miele adulterato.
I più recenti risultati dell’azione coordinata dell’UE mostrano, infatti, che il 46% dei campioni di miele importati sembra essere adulterato e non conforme alle disposizioni della direttiva sul miele 2001/110/CE e che tale adulterazione sembra avvenire attraverso l’aggiunta di sciroppi di zucchero, additivi e coloranti, con l’obiettivo di ridurre il prezzo e di mascherare la vera origine geografica del nettare, falsificando le informazioni sulla tracciabilità.
“Una pratica di concorrenza sleale – spiega l’On. Francesca Peppucci – che mette a rischio il settore apistico europeo, italiano e umbro, compromettendo il lavoro prezioso, per l’economia e per l’ecosistema, dei tanti apicoltori, già alle prese con le criticità connesse ai cambiamenti climatici, all’inquinamento e all’uso non corretto di fitofarmaci”.
“Bisogna agire con forza, e a tutti i livelli di governo, a tutela di un prodotto, il miele, strategico per lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile e che, da sempre, anche nel nostro territorio, è patrimonio identitario di qualità, tipicità e salubrità”.
“Sono convinta – prosegue Peppucci –  che il nome dell’Italia, o di qualsiasi altro Stato membro, debba essere presente per legge sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale, specificando in etichetta ‘miscela di mieli originari della Ue’ nel caso in cui il prodotto provenga da più Paesi dell’Unione”.