“La Sclerosi Multipla non deve togliere il coraggio di vivere”

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Queste le parole dell’On. Francesca Peppucci, affetta da SM, in occasione della giornata mondiale della Sclerosi Multipla

“Ricevere una diagnosi di Sclerosi Multipla segna un prima e un dopo nella vita della persona e la gestione di questo avvenimento non è certamente facile. Da persona con SM, non so ancora se è possibile accettare questa condizione, so però che con forza è possibile conviverci . Per questo in occasione della giornata mondiale della Sclerosi Multipla mi sento di lanciare un messaggio a tutte le persone con SM che difficilmente riescono a parlare di questa patologia: avere la Sclerosi Multipla non è una vergogna, la Sclerosi Multipla non ci caratterizza e identifica. Ma soprattutto, non dobbiamo mai lasciare alla Sclerosi Multipla la possibilità di influenzare le nostre vite. È necessario fare informazione e sensibilizzare la società verso una patologia che troppo spesso non si conosce o addirittura si confonde”.

   

La SM una patologia neurodegenerativa che colpisce soprattutto le donne e si manifesta prevalentemente tra i 20 e 40 anni. In Italia sono circa 114mila le persone con sclerosi multipla. Tra i sintomi più diffusi con cui la malattia si manifesta vi sono crescenti difficoltà motorie, disturbi visivi, perdita di equilibrio, mancanza di forza, fatica, dolore neuropatico e disturbi della sensibilità, disturbi cognitivi, disturbi dell’umore (ansia, depressione).

Prosegue Peppucci

“Ad oggi ci sono ancora tante domande sulla SM ed è per questo che la ricerca svolge un ruolo fondamentale per garantire alle persone affette da questa patologia risposte adeguate al loro stato di salute. Ma soprattutto solo tramite la ricerca potremo un giorno vivere in un mondo libero dalla Sclerosi Multipla, un motto di AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), punto di riferimento per chi ha questa patologia”.

Conclude Peppucci

“La Sclerosi Multipla evidenzia la fragilità della persona, ma manifesta la grande forza della vita e la preziosiziosità di tutto quello che ci circonda. Lavoriamo insieme per garantire cure adeguate e per mettere la parola fine a questa patologia”.