Strumenti finanziari a servizio dell’impresa: l’approfondimento di Italfinance per commercialisti e avvocati a Perugia

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Rivolto a commercialisti e avvocati che devono assistere i propri clienti, aziende principalmente, ma anche privati che si trovano in situazioni di indebitamento

Un approfondimento sugli Strumenti Finanziari a servizio delle Procedure e del Merito creditizio dell’impresa, rivolto a commercialisti e avvocati che devono assistere i propri clienti, aziende principalmente, ma anche privati che si trovano in situazioni di indebitamento.

   

Di questo si è discusso nell’incontro organizzato a Perugia da Italfinance, società leader nel mondo della Consulenza finanziaria e della Mediazione creditizia corporate, per la quale era presente il dottor Andrea Rosi, figura di riferimento sul territorio, con il patrocinio dell’Ordine dei commercialisti ed esperti contabili della provincia di Perugia. Un evento formativo aperto anche agli iscritti all’Ordine degli avvocati della provincia di Perugia, per cui ha partecipato il presidente Carlo Orlando.

Sono intervenuti, inoltre, il vicesindaco di Perugia Gianluca Tuteri, il presidente di Gepafin Carmelo Campagna e, in videoconferenza, Emilio Panzeri, presidente di Italfinance. Tra i relatori, hanno preso parte Tiziano Piccioli, responsabile della divisione Finanza Ordinaria di Italfinance, che ha affrontato i temi della Gestione e controllo della centrale rischi, del governo del debito, di come approcciarsi ad un business plan e del rapporto di copertura del servizio del debito, in gergo ‘Debt Service Coverage Ratio’ (Dscr). Sono molte, infatti, e spesso sconosciute agli imprenditori le opportunità di accesso al credito e per coglierle occorre una buona pianificazione economica e finanziaria che contribuisce anche al miglioramento del rating bancario dell’azienda.

Gli avvocati Bruna Ronconi e Francesca Forlucci, consiglieri dell’Ordine degli avvocati di Perugia, si sono soffermate poi sulla composizione della crisi da sovraindebitamento, una procedura con la quale i soggetti insolventi di grandi somme possono sdebitarsi chiedendo di utilizzare un piano di rientro. È qui che entra in campo la figura dell’avvocato.

“L’Ordine degli avvocati – ha detto Orlando – ha un proprio organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento molto attivo e a disposizione di persone e imprese che devono superare questo problema. Si tratta di procedure non semplici e di questioni non affrontabili dal singolo soggetto autonomamente, per cui la figura dell’avvocato diventa importante sia come gestore della crisi all’interno dell’organismo, sia per assistere le persone che spesso troppo tardi si rivolgono a lui, quando magari si è già arrivati a un’asta giudiziaria e non è sempre semplice intervenire”.

Infine, Luca Varischetti ed Ennio Manzi, rispettivamente responsabile della Divisione Factoring e responsabile della Divisione Finanza Agevolata di Italfinance, hanno approfondito, il primo i temi del Factoring pro-soluto di fine anno, lo smobilizzo dei crediti fiscali e il factoring alle procedure, e il secondo le varie agevolazioni statali per mitigare il costo degli investimenti di un’azienda.

“Il factoring – ha spiegato Varischetti – è un contratto speciale attraverso cui un’azienda cede i crediti futuri e correnti a una società di factoring, il factor, per ottenere subito liquidità e una serie di servizi correlati ai crediti ceduti, ossia gestione, amministrazione e incasso dei crediti, e anticipazione prima della loro scadenza. Si ricorre al factoring quando l’azienda cedente presenta un disavanzo tra i pagamenti che deve ricevere dai propri clienti e quelli che deve effettuare nei confronti dei propri fornitori. Generalmente si tratta di aziende esportatrici abituali che accumulano credito Iva perché all’estero non pagano l’imposta sul valore aggiunto e quindi le tempistiche di pagamento da parte del debitore, lo Stato italiano per esempio, possono raggiungere anche il medio lungo termine. Proprio per questo, le aziende hanno interesse a ottenere il corrispettivo rimborso del credito esternalizzandone la gestione e trasferendo il rischio di insolvenza del debitore al factor. Nel momento in cui un’azienda decide di cedere crediti Iva, la cessione deve essere formalizzata attraverso un atto pubblico o scrittura privata autenticata dal Notaio e notificata all’Agenzia delle Entrate tramite Ufficiale giudiziario”.
Rossana Furfaro