La Fondazione Perugia ha inaugurato il nuovo spazio espositivo a Palazzo Baldeschi

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La Fondazione Perugia ha inaugurato il nuovo spazio espositivo che va ad arricchire le collezioni esposte a Palazzo Baldeschi

“Entrare all’interno di questa casa mi emoziona, perché questa casa parlerà per me anche alle generazioni future”.

Queste parole, che i visitatori possono ascoltare direttamente da Massimo Caggiano inquadrando uno dei QR code dislocati nelle sale di Palazzo Baldeschi a lui dedicate, racchiudono il senso di un impegno trentennale nel mondo dell’arte che si traduce in una missione di vita. Una vita all’insegna del collezionismo e del design, come testimonia “La casa di Massimo Caggiano” inaugurata oggi, 24 giugno 2022, dalla Fondazione Perugia.

Nell’anno del suo trentennale la Fondazione ha aggiunto dunque un ulteriore scrigno culturale che va ad arricchire le collezioni esposte presso il Museo di Palazzo Baldeschi.

Il progetto nasce dalla donazione, da parte di Massimo Caggiano, di oltre cento opere fra dipinti, sculture, disegni e foto d’autore appartenenti alla sua collezione, un insieme eclettico e nel contempo armonico che si caratterizza per la rilevanza assunta dalla pittura e dalla scultura di figurazione, a partire da due movimenti pittorici che ebbero inizio negli anni ottanta – l’Anacronismo, teorizzato dal professor Maurizio Calvesi e la Pittura colta teorizzata da Italo Mussa – fino alle più recenti realtà delle espressioni figurali.

Mosso da una grande passione per il bello e dalla volontà di condividere i valori dell’amore e della fratellanza con l’umanità che lo circonda, Massimo Caggiano ha raccolto centinaia di opere spesso commissionate ad artisti conosciuti personalmente, con molti dei quali ha stretto rapporti di amicizia. Una collezione nel segno della qualità e della sperimentazione del talento delle giovani generazioni, di pittori italiani che hanno rivisitato, ciascuno con la propria cifra, la grande tradizione della pittura figurativa, con particolare attenzione ai volti e agli sguardi delle persone, espressione dello sguardo verso il mondo e, nello stesso tempo, dello sguardo interiore verso l’anima.

Parte di questa raccolta ha trovato spazio nella sua casa romana, un luogo scelto con cura e ristrutturato su progetto dello stesso Massimo Caggiano, che ha disegnato e realizzato ambienti caratterizzati da giochi di colore e di luce dove sono stati collocati circa 180 pezzi, tra dipinti e disegni, oltre ad una ventina di sculture che interagiscono armonicamente con mobili e complementi d’arredo, pezzi unici da lui disegnati che si contraddistinguono per l’attento gioco geometrico.

Come un unicum che si muove in continuità con gli ambienti romani, “La casa di Massimo Caggiano” allestita Palazzo Baldeschi replica questi ambienti. L’allestimento si sviluppa in quattro sale dove sono state collocate circa 100 opere e diversi elementi d’arredo come mobili, tavoli e lampade.

Tra le opere principali esposte nella prima stanza ci sono il dipinto La Primavera di John Kirby e il grande polittico Psicostasia di Dino Valls composto da 15 pezzi. Sono inoltre presenti opere pittoriche di Carlo Bertocci realizzate negli anni Ottanta, nel periodo della Pittura colta e, come arredo, il mobile sculturaAscoltando e Cantando, progettato da Caggiano per poter contenere CD musicali e realizzato con la collaborazione dello scultore Alberto Mingotti. In una delle pareti è stata realizzata una quadreria dedicata ai volti e agli sguardi delle persone realizzata da artisti come Paolo dell’Aquila con il dipinto dal titoloMemento, Stefania Fabrizi con le tre opere Francesco, L’ispiratore e Come in un sogno e Carlo Maria Mariani con Imago, un grande volto ad acquarello e matita.

La seconda stanza è dedicata a opere che mettono in evidenza le tecniche acquerello, pastello, matita, carboncino e tecnica mista, tra le quali spicca il grande dittico di Carlo Bertocci Suonatori di Luce del 1984 e di fianco, sulla stessa parete e dello stesso autore, il ritratto a matita di Italo Mussa, il critico d’arte che agli inizi degli anni ottanta teorizzo il movimento pittorico della Pittura Colta.

Nella terza stanza domina il grande dipinto di Hermann Alber dal titolo Minotauo e donna collocato sopra al mobile Orione, una cassettiera appartenente alla collezione “Astri” progettata da Caggiano che si caratterizza per la presenza di oggetti dotati al loro interno di più sfere, collocate in un gioco geometrico che dà luce e movimento alle creazioni.

In questo spazio vi sono opere della maggior parte degli artisti dei due movimenti pittorici dell’Anacronismo e della Pittura Colta.

In una parete colorata di rosso si susseguono, inoltre, alcuni ritratti degli affetti familiari: Mamma Natalia, realizzato da Angela Volpi, Il capo famiglia di Stefania Fabrizi e uno dei ritratti di Massimo Caggiano realizzato da Stefano Di Stasio dal titolo Massimo Segreto”.

La quarta stanza rappresenta il luogo delle idee e dei progetti di Massimo Caggiano, un vero e proprio studio dei suoi progetti e delle sue idee di collezionista, curatore di mostre e designer dove si trovano anche alcuni suoi ritratti fotografici.

Per arricchire l’esperienza della visita, lungo il percorso sono stati dislocati alcuni QR code inquadrando i quali sarà possibile ascoltare dalla stessa voce di Massimo Caggiano la descrizione della Casa.

“Abbiamo pensato che il concetto di musealizzazione delle opere – ha detto la Presidente della Fondazione, Cristina Colaiacovo – fosse troppo distante rispetto alla passione con la quale Massimo Caggiano ha vissuto, portando avanti negli anni la sua volontà di condividere l’arte in ogni sua manifestazione. Una volontà di cui l’atto della donazione è una concreta manifestazione. Da qui la scelta, condivisa con i nostri componenti della Commissione Arte, di riprodurre a Palazzo Baldeschi un ambiente caldo, accogliente e colorato, così come lo è la casa di Massimo Caggiano a Roma, un luogo espressione di arte e di vita che, mi piace ricordarlo, è stato pubblicato su alcune prestigiose riviste di arredamento e design.  Con questo nuovo allestimento Palazzo Baldeschi diventa sempre più un punto di riferimento museale della città”.