Il Ministro Bernini presente all’inaugurazione dell’anno accademico 2022-2023

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La ministra Annamaria Bernini a Perugia per l'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università degli Studi

“Il Governo ha fatto tanto per il diritto allo studio”

 

“Il Pnrr ha innestato potenti dosi di liquidità sulle Università, sugli enti e i progetti di ricerca, dipende ora da come la si spende. A tutte le inaugurazioni di anno accademico cui ho partecipato ho notato la difficoltà burocratico-procedurale di spendere i soldi, che ci sono ma che devono essere destinati ai capitoli di spesa buoni, veri e necessari. Quindi serve un po’ di sburocratizzazione”.

È quanto ha affermato la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, durante il suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2022-2023 dell’Università degli studi di Perugia. Ribadendo più volte la necessità di riuscire ad “accelerare la capacità di spesa” dei fondi a disposizione.

“Il problema esiste – ha detto Bernini -, lo abbiamo presente e stiamo cercando in ogni norma di adottare dei meccanismi di soluzione veloce per consentire da qui al 2026 di fare degli ottimi appostamenti di spesa di quei fondi che sono stati erogati all’Università e agli enti di ricerca. Da qui al 2026 stiamo costruendo il nostro futuro, sembra un lungo periodo ma in realtà il Pnrr è cominciato e sostanzialmente è già finito. Noi gli abbiamo già dato una destinazione, un indirizzo, ma dobbiamo creare le condizioni perché questo indirizzo abbia le caratteristiche della continuità, dobbiamo trasformare i fondi che abbiamo e che dobbiamo spendere in un investimento per il futuro, verso la crescita, dobbiamo in poche parole spendere bene”.

Sul diritto allo studio il governo “ha già fatto tanto, ma non è mai abbastanza. In questa legge di bilancio così complicata e così povera abbiamo già messo dei fondi, 500 milioni sulle borse di studio e 300 milioni sull’housing universitario, ma questo non è abbastanza e quindi faremo ancora di più” ha poi aggiunto Bernini.

 Sottolineando poi gli spunti che sono emersi dall’inaugurazione dell’anno accademico dell’Ateneo, la ministra ha parlato di “capacità di combinare diverse anime”. “Questa devo dire è tipica italiana, tipica del nostro ministero e tipica delle università del nostro Paese che sono delle eccellenze in loro stesse” ha affermato. “La capacità di combinare arte, tecnologia e internazionalizzazione e di saper costruire delle offerte normative che siano in grado di traghettare gli studenti verso il mercato del lavoro garantendo anche loro un bagaglio culturale, che ancora una volta è tipico delle radici dell’Italia” ha concluso Bernini .

 “La facoltà di medicina non può essere né chiusa-chiusa ne è aperta-aperta, bisogna andare verso un’apertura sostenibile e programmata che tenga conto del mercato del lavoro”: lo ha affermato la ministra dell’Università e Ricerca, Anna Maria Bernini, parlando con i giornalisti alla fine della cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli studi di Perugia. Numero chiuso sul quale, ha ricordato Bernini, si sta lavorando.

“Devo dire – ha sostenuto – che si tratta della presa d’atto di una necessità perché lasciare disoccupati gli studenti non è certamente quello che vogliamo. Vanno dati numeri esatti sulle esigenze che hanno non solamente le strutture sanitarie ma magari anche gli enti di ricerca e le industrie farmaceutiche. Stiamo cercando di capire – ha concluso Bernini – qual è il mercato di riferimento e quali sono i modi migliori per traghettare gli studenti”.