Fora (Patto Civico): “Definire un modello di contrasto alla povertà”

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Fora (Patto Civico): “Definire un modello di contrasto alla povertà”. Il consigliere di opposizione annuncia un’interrogazione

“Definire un modello integrato di contrasto alla povertà”.

È quanto chiede il consigliere regionale Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria) nell’interrogazione a risposta immediata che domanda alla Giunta

“quali ulteriori ed urgenti provvedimenti in materia di contrasto alla povertà intende assumere e se non ritenga utile attivarsi con un laboratorio di welfare con le con forze sociali, organizzazioni del Terzo settore, e associazioni di cittadini”.

L’atto ispettivo verrà discusso dall’Aula di Palazzo Cesaroni nella seduta già convocata per giovedì 3 dicembre (https://tinyurl.com/aula-3-dicembre).

“Le recenti stime della Banca d’Italia – spiega Fora – indicano un calo del Pil regionale amplificato dall’emergenza Covid19 di circa l’11 per cento rispetto al 2019, anche più marcato rispetto a quello previsto per l’Italia. Secondo la Caritas nel 2020 la pandemia ha più che raddoppiato il numero dei nuovi poveri. Nella diocesi di Perugia sono più di 1.500 le famiglie alla soglia della povertà assoluta che vengono assistite dalla Caritas, con un incremento del 35 per cento. In Umbria prima dell’emergenza covid oltre 110 mila persone vivevano con un reddito netto inferiore a 842 euro al mese. Il provvedimento del Governo dei ‘buoni spesa’ è stato certamente molto efficace. Per questo è estremamente positivo il suo rifinanziamento per altri 400 milioni inserito nel decreto ‘ristori ter’ per misure urgenti di solidarietà alimentare da erogare ai comuni. Secondo la presidente della Commissione welfare dell’Anci nazionale ed assessore a Perugia, Edi Cicchi, la crisi vissuta in primavera ha fatto emergere e portato alla luce situazioni di povertà sconosciute ai servizi sociali che ora stanno diventando croniche. La Regione Umbria nella propria azione di supporto alle fasce più deboli della popolazione, ha adottato in questi mesi diversi strumenti e misure di sostegno. Da maggio a novembre sono stati distribuiti tanti aiuti diretti. Se c’è ancora bisogno del ‘buono per la spesa’ significa che nessuna di quelle misure ha funzionato con efficacia, se non come misure assistenziali. Ma ora occorre  passare ad una fase2 della lotta alla povertà, in cui serve una programmazione seria e mirata in base alle esigenze e ai bisogni delle persone, con servizi ben coordinati che mettano al centro la sussidiarietà. Per questo in Umbria si potrebbe favorire la nascita di un laboratorio/modello che veda coinvolte Istituzioni, forze sociali, organizzazioni del Terzo settore, e associazioni di cittadini, con il loro sapere sociale, con le loro professionalità e pratiche di prossimità”.