Brunello Cucinelli ha acquisito la Sartoria eugubina

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Per l’imprenditore l’azienda ha una storia nobile

   

La Brunello Cucinelli ha acquisito l’azienda “Sartoria eugubina”, con sede in Gubbio, considerata una “gemma della grande artigianalità italiana”.

Fanno parte di questa realtà circa 70 maestranze specialiste della sartoria italiana di

“altissimo livello – sottolinea la casa di moda di Solomeo -, che continueranno la nobile attività lavorativa nel segno dell’eccellenza artigianale e in continuità con quanto la Brunello Cucinelli ha avviato a Penne”.

Da Solomeo a Penne e ora a Gubbio, la

“bella fabbrica” pensata da Brunello Cucinelli – si evidenzia ancora nella nota – “parla di futuro e, nel frattempo, valorizza il presente rimanendo aperta alla ricerca e all’innovazione. Quella della piccola, ma importante Sartoria Eugubina – ha sottolineato Brunello Cucinelli – è una storia nobile, fatta di un artigianato genuino che si è saputo guadagnare una stima meritatissima. Mi piace ricordare il prezioso lavoro di chi l’ha custodita sino a oggi e siamo molto felici di questa acquisizione, che per noi è un arricchimento in termini di umane risorse davvero speciali. Tutto il mondo guarda alla nostra Italia con profonda stima e crediamo che i nostri manufatti raccontino in maniera sincera e molto speciale quello che è il nostro modo di lavorare, l’estrema cura che mettiamo nel valorizzare le mani sapienti dei nostri stimati artigiani. Ora anche a Gubbio edificheremo un piccolo opificio con una splendida veduta sul panorama sulla cittadella medievale, dove è possibile lavorare in armonia con il Creato. Sono molto fiducioso sul valore di capi belli e ben fatti made in Italy che si possono lasciare in eredità. Forse nei tempi a venire il tema sarà: non a chi venderemo questi capi speciali, ma piuttosto quali mani sapienti realizzeranno questi piccoli capolavori”.

Profonda soddisfazione è stata espressa dal Sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati.

“Siamo particolarmente contenti di questa notizia – sottolinea Stirati – e del lieto, lietissimo fine di una storia partita più di otto anni fa, che ci ha visto quale parte attiva, anzi, vorrei dire interlocutori indispensabili, in una fase in cui l’azienda era sostanzialmente arrivata al capolinea. Ricordo bene le dipendenti e le operaie arrivate sotto alle finestre di Palazzo Pretorio, disperate per una fine che era sostanzialmente segnata, e la mia telefonata a Rudy Severini, svegliato nel cuore della notte in America Latina, perché  la storia di quella importante realtà manifatturiera non finisse. Da quella telefonata, e dal fattivo impegno di Severini, che oggi saluto con molto affetto e stima ringraziandolo per quanto fatto, è potuta ripartire questa bella storia. Naturalmente oltre a Severini sono intervenuti anche molti altri soggetti e istituzioni, dalla Regione dell’Umbria, a Gepafin, a diversi istituti bancari e alle stesse dipendenti, che hanno contribuito a salvare l’azienda diventando socie della stessa e facendo sì che oggi possiamo salutare con entusiasmo l’inizio di una nuova pagina. L’arrivo di Cucinelli a Gubbio è un fatto di straordinario valore, non solo economico ma anche culturale: la storia di quella “piccola gemma”, così viene definita dallo stesso Cucinelli la “Sartoria Eugubina”, è la storia di un artigianato genuino, prezioso, unico, portato avanti da “mani sapienti”. E nel percorso che oggi ci porta a festeggiare questo nuovo inizio ritengo sia stato fondamentale aver salvato il corso di moda dell’ex Ipsia, custode e in gran parte anche origine di quella manualità preziosa e di quell’eccellenza sartoriale di cui parla Cucinelli, un patrimonio da coltivare, salvaguardare e sul quale puntare per costruire un futuro economico, lavorativo, culturale all’insegna del bello e del made in Italy: immaginiamo un polo dell’abbigliamento di elevato profilo e percorsi formativi che garantiscano maestranze dalle mani sapienti anche per le prossime generazioni”.