Bimbi e famiglie, Umbria Jazz è anche per voi!

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Bimbi e famiglie, Umbria Jazz è anche per voi! Strepitoso successo nei primi giorni dell’evento per la sezione “UJ4Kids”, dedicata ai più piccoli. Fabrizio Croce: “Entriamo nelle scuole per creare una nuova cultura musicale”

di Francesco Bircolotti

I passeggini sotto i palchi e i bimbi a ballare davanti ad un concerto non sono mai mancati ad Umbria Jazz. Ma questa adesione spontanea, e quindi improvvisata, delle famiglie alla manifestazione perugina non poteva restare fine a se stessa.

E allora perché non instradarla verso un qualcosa capace di istituzionalizzare un approccio che può trasformarsi in risorsa cultura e e didattica? Quando Carlo Pagnotta e i suoi collaboratori si sono sentiti fare da Fabrizio Croce (per tutti il “Fofo” delle notti perugine di qualche buon anno fa tra “Suburbia” prima e “Normann e il Presidente” poi – solo per citare un paio di locali storici – ed oggi imprenditore musicale oltre che neo consigliere comunale) la proposta di allargare in chiave scolastico-educativa ai ragazzi mondi e realtà musicali, ecco che l’idea ha subito trovato terreno fertile fino a diventare a rappresentare la vera novità dell’edizione 2019 della kermesse.

Fabrizio Croce illustra il progetto a scolari e genitori

E’ nata così, non certo per scherzo, “UJKids”, una rassegna nella rassegna dedicata appunto ai più piccoli attraverso una serie di appuntamenti mattutini a cadenza quotidiana di cui il Chiostro di San Fiorenzo, nel cuore dell’area via Cartolari-via della Viola-Porta Pesa, è uno scenario architettonicamente (e anche dal punto di vista acustico) perfetto. Laboratori di avvicinamento al jazz e ritmici, cori, canzoni e jazz band, workshop ritmico-vocali e fiabe musicali hanno già portato centinaia di perugini e turisti, bimbi alla mano, a diventare protagonisti in prima persona di Umbria Jazz.

“Un’idea che viene da lontano – racconta non senza un pizzico di orgoglio Croce – sia a livello temporale che spaziale. Frequentando molte manifestazoni italiane ed europee, soprattutto tedesche e inglesi, ho avuto modo di rendermi conto che la partecipazione agli eventi delle famiglie con bimbi era accolta non solo attraverso un servizio di babysitteraggio, come in precedenza era accaduto qua a Perugia, magari per favorire ai genitori la fruizione dei concerti. La svolta è arrivata dalla Sardegna, dove da 32 anni il jazzista  Paolo Fresu organiza Time in Jazz in un paesino sperduto dell’entroterra con il coinvolgimento di altri 25 cittadine lontane dal mare. Lì ho avuto modo di apprezzare la grande sintonia tra la manifestazione, gli adulti e i bambini attraverso iniziative collaterali ai concerti veri e propri tenute da insegnanti di musica, artisti e pedagogisti, capaci di creare un’empatia speciale con i ragazzi e avvicinarli al mondo del jazze e più in generale della musica. Quando poi mi sono recato ad un convegno in l’ex Ministro della Pubblica istruione, oggi 87enne, spinse con forza questo tipo di approccio e grazie anche alla collaborazione nell’ambito della Federazione Nazionale “Il Jazz italiano”, ho capito che il modello si poteva implementare anche a Perugia”.

E’ partita così una sorta di corsa verso nuove frontiere che ha portato a progettare “UJ4Kids” a coinvolgere associazioni (quelle denominate “Il Jazz va a scuola” e “Fiorivano le Viole”), una scuola di musica (“LaBanda degli Unisoni”) un Istituto Comprensivo (il “Perugia 2” con le scuole perugine “P. Cibatti”, “Valentini-Montessori” di Elce e “I. Silone”) e persone in grado di stabilire un forte contatto e suscitare l’interesse dei bimbi, perché “basta poco per riuscirci ma se oltre alle competenze musicali non sai stabilire empatia non vai da nessuna parte”, spiega “Fofo”. Che poi aggiunge

“Siamo riusciti a rendere circa 120 bimbi delle classi quarte e quinte in grado di interpretare un mini-concerto jazz, grazie agli insegnanti Alessandra Lazzerini, Francesca Rossi ed Enrico Bindocci. Ma non è tutto: negli spazi del chiostro ed anche dell’ex “Balù” di via Cartolari ci sono insieme momenti di laboratorio in cui venono coinvolti i ragazzi e altre situazioni dimostrative più strettamente musicali, ma sempre gestite in maniera giocosa e finalizzate al coinvolgimento diretto dei bimbi durante le esibizioni. Per tutti valga l’esempio di Stefano Baroni che anche domattina replicherà il suo “Drum circle meets jazz” in cui vengono messi a disposizione decine di strumenti a percussione e consente a tutti di suonare insieme ad alcuni jazzisti presenti in città e ad altri percussionisti più preparati per far suonare tutti contemporaneamente”.

Iniziative che inevitabilmente dovranno proseguire nel tempo per poter dare un senso agli sforzi inizialmente profusi…

“Certo. Non ci fermiamo qua. Però, come sempre, per garantire un futuro a questo progetto dovremo monitorare bandi nazionali ed europei per attingere a finanziamenti pubblici e tentare di proporre questa idea innovativa per Umbria Jazz a qualche grande azienda del settore merceologico dedicato a bimbi e ragazzi al fine di reperire sponsorizzazioni importanti. Per ora siamo soddisfattissimi e il pubblico ha apprezzato pienamente”.

A dimostrazione che il jazz è veramente alla portata di tutti.