Acqua dal Chiascio per il Trasimeno: “Apporto indispensabile per l’equilibrio del lago e la sua gestione”

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“La gestione delle escursioni dei livelli del lago è da sempre la vera priorità del Trasimeno. Per questo motivo saluto con profonda soddisfazione l’inserimento del progetto di stabilizzazione dei livelli con l’impiego delle risorse idriche del Chiascio tra le opere da realizzare tramite le risorse finanziarie del Recovery Fund”.

Il vicepresidente della Provincia di Perugia e assessore dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, con delega al demanio, Sandro Pasquali, accoglie con entusiasmo la notizia dell’inserimento della proposta di ampliamento del bacino idrico del Trasimeno tra i 45 progetti umbri di sviluppo del Recovery.

Il progetto, come recentemente illustrato dai Comuni del lago, ha come obiettivo la mitigazione delle escursioni estreme dei livelli del Trasimeno per contenere gli impatti sull’ambiente, sulle attività residenziali e turistiche dell’area durante le crisi idriche (livelli minimi) e per contenere le esondazioni in occasione degli stati di piena (livelli massimi). Obiettivi che si intendono raggiungere mediante la gestione integrata delle risorse idriche in eccesso alla diga di Casanova (nel comune di Valfabbrica) sul Fiume Chiascio e il completamento dei vettori in parte già realizzati.

“Lo stato idrico del Trasimeno – ricorda Pasquali – è sempre stato contraddistinto da escursioni di livello che vanno inevitabilmente ad impattare sulla salubrità delle aree costiere e sull’attrazione turistica, con effetti indiretti anche sulle limitrofe località umbre e toscane alle quali il Trasimeno è strettamente collegato. La stabilizzazione dei livelli pertanto, con la conseguente mitigazione delle emergenze idriche, recherebbe benefici ai territori dei comuni rivieraschi per le ricadute favorevoli sull’ambiente naturale e sulle attività socio-economiche. Ma essi si estenderebbero anche all’intera regione umbra e alla contigua Toscana, poiché il lago Trasimeno rappresenta indiscutibilmente un polo di attrazione e di continuità turistica dell’Italia centrale”.

Insomma, per il sindaco di Passignano l’opera, da finanziare per circa 120 milioni di euro, potrà finalmente garantire al quarto lago d’Italia quell’apporto d’acqua indispensabile per l’equilibrio dell’ambiente e per un più sereno e strutturato governo del territorio da parte delle Amministrazioni pubbliche.

“Da vicepresidente della Provincia – conclude Pasquali – mi sono impegnato per assegnare le deleghe delle acque ai Comuni lacustri, per far sì che si vedessero i problemi e le opportunità più da vicino. Oggi l’unità di intenti su questo progetto, attraverso l’impegno dell’Università su una visione nuova del Trasimeno e l’interlocuzione con la Regione Umbria, ci ha permesso di vedere inserito un obiettivo così importante nel dossier Umbria del Recovery Plan”.