Tutela tartufo, Gallinella: “Necessario preservare il pregiato tubero”

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Revisionare la legge nazionale sul mondo del tartufo al fine di tutelare e valorizzare il prezioso tubero. Si muove in questa direzione il lavoro che il deputato 5Stelle, Filippo Gallinella, sta portando avanti in commissione Agricoltura ed è il tema dell’audizione tenutasi ieri alla Camera, a cui hanno preso parte numerose associazioni del tartufo, tra cui l’Unione Tartufai Umbri.

“Il prezioso tubero nero è il simbolo dell’Italia nel mondo, tuttavia nell’ultimo decennio i dati di commercio internazionale stanno evidenziando una crisi strutturale del settore”

– commenta il deputato Filippo Gallinella.

“I produttori lamentano inefficienti normative per la raccolta, la commercializzazione e la fiscalità del tartufo lungo la filiera che rappresentano un freno alla competitività con le produzioni spagnole, francesi e dell’Est Europa, che stanno invece crescendo a ritmi preoccupanti. Nonostante i 150 milioni di fatturato del 2015, le aziende dedite alla commercializzazione e trasformazione del tartufo sono in crisi e puntano il dito contro la nuova normativa fiscale, entrata in vigore nel gennaio 2017 e difficilmente applicabile al settore del tartufo, in quanto rende quasi del tutto impossibile l’acquisto della materia prima italiana corredata dai relativi documenti fiscali e di tracciabilità sanitaria”

– sostiene il parlamentare.

“A causa della paralisi del settore, alcune aziende italiane si stanno già trasferendo in Paesi europei più competitivi, sia dal punto di vista legislativo, che sul piano della produzione di materia prima, con conseguente perdita occupazionale in Italia e relativo trasferimento di know-how. Ribadisco che occorre tutelare il tartufo italiano con una chiara etichettatura e tracciabilità e sviluppare piani di aumento della produzione italiana. Inoltre, è importante permettere la libera cerca (200mila cavatori in Italia) limitando l’estensione delle tartufaie controllate e coltivate, perché produrre è necessario, ma è altrettanto fondamentale lasciare liberi spazi senza così chiudere interi territori. Oltre ciò – continua l’onorevole – sono indispensabili risorse alla ricerca, un calendario unico nazionale di raccolta, fiscalità chiara e omogenea per tutti, nonché la possibilità di utilizzare i nomi dei luoghi legati alla tradizione del tartufo come Norcia, Spoleto, Alba, Acqualagna e, infine, prestare massima allerta all’introduzione di tartufi non autoctoni.

“Il tartufo – conclude Gallinella – rappresenta una risorsa per l’Umbria e il Paese ed è quindi necessario investire su questo prodotto di pregio, che può rappresentare un’ottima attrattiva turistica. Colgo l’occasione anche per ringraziare l’Unione Tartufai Umbri per il contributo dato in Commissione”.