Todi: la rinnovata Sala delle Pietre ha riaperto al pubblico

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Più bella, moderna e funzionale. Così si presenta la rinnovata Sala delle Pietre di Todi, una delle sedi espositive più prestigiose della città situata all’interno dei Palazzi Comunali, tornata al suo splendore dopo gli interventi di riqualificazione e di adeguamento funzionale. Alla cerimonia di riapertura, svoltasi giovedì 21 luglio, erano presenti il Sindaco Carlo Rossini, rappresentanti dell’Amministrazione comunale, il Responsabile del Servizio Valorizzazione delle risorse culturali e sportive della Regione Umbria Baldissera Di Mauro, gli architetti Andrea Balletti ed Andrea Sabbatini, progettisti e direttori dei lavori, rappresentanti delle imprese esecutrici degli interventi e tecnici degli uffici comunali. I lavori, completati nell’arco di due mesi, sono stati realizzati grazie a specifici fondi della Regione Umbria assegnati al Comune di Todi finalizzati alla promozione e valorizzazione del circuito museale cittadino, che oltre alla rinnovata Sala delle Pietre permetteranno di riqualificare anche alcuni spazi all’interno del Complesso museale delle Lucrezie, i cui lavori partiranno subito dopo l’estate. L’investimento complessivo degli interventi è di 260.000 euro. I lavori alla Sala delle Pietre hanno permesso di rendere questo importante spazio della città più funzionale ed accogliente con soluzioni rispettose del suo valore storico ed artistico-architettonico. La Sala è ora dotata di un nuovo impianto di illuminazione, un moderno sistema di allarme ed un nuovo impianto di riscaldamento con soluzioni più efficienti ed esteticamente in linea con l’architettura dell’antica Sala. Sono stati inoltre inseriti elementi di arredo mobile per le esposizioni temporanee, ed è stato restaurato l’antico portone di ingresso. “La Sala delle Pietre – sottolinea il Sindaco Rossini – è uno dei luoghi più significativi della città. Da tempo attendeva lavori che abbiamo realizzato grazie all’aiuto della Regione. A breve verrà riaperto al pubblico anche il Museo Pinacoteca comunale, dove sono stati eseguiti interventi di consolidamento strutturale e di risanamento conservativo del tetto con un investimento di 180.000 euro completamente finanziato con risorse comunali. Procedono intanto i lavori di ristrutturazione degli spazi del nuovo IAT nell’area dei Voltoni, sotto i Palazzi Comunali, un intervento di 190.000 euro reso possibile grazie alle risorse della Regione Umbria integrate da un cofinanziamento comunale”. Durante questo weekend, la Sala delle Pietre sarà messa a disposizione del Festival Internazionale di Tango, in programma fino a domenica 24 luglio. Per sabato 30 luglio alle ore 19.00 è in programma l’inaugurazione della mostra “Iperrealismo a Todi” di Roberto Bernardi e Raphaella Spence, che sarà visitabile dal 31 luglio al 21 agosto.

SCHEDA – SALA DELLE PIETRE

La Sala delle Pietre è situata al primo piano del Palazzo del Popolo, uno degli edifici medievali più antichi della città di Todi, che insieme al Palazzo del Capitano si affaccia sulla Piazza del Popolo. L’edificio, che ancora oggi ospita in parte gli Uffici Comunali, e all’ultimo piano una parte degli ambienti del Museo Pinacoteca, è il frutto di una lunga serie di aggiunte verificatisi soprattutto nel corso del XIII secolo e di consistenti restauri conservativi effettuati agli inizi del 1900. La grande Sala era destinata in origine alle adunanze del Consiglio Generale o del Popolo. Vi si accede mediante la scalea ad arco rampante situata nella piazza principale della città. L’ampio ambiente rettangolare presenta una superficie di 300 mq pavimentata in cotto e pareti in pietra a facciavista, lungo le quali si aprono le caratteristiche trifore alternate a possenti paraste, mentre un doppio sedile, anch’esso in pietra, corre intorno ai due lati lunghi e a quello corto che si affaccia sulla piazza. La Sala conserva alcuni frammenti della ricca decorazione originaria: al di sopra della porta di accesso è un corteo di dame, lungo la parte di sinistra in alto è una scena di torneo con due cavalieri disarcionati da cavallo. Più in basso una figura inginocchiata nella quale si è proposto di riconoscere il podestà Pandolfo Savelli, committente dell’opera (1267). Sempre sulla parete di sinistra è ritratto l’omaggio reso da due coppie di cavalieri ad una figura seduta in trono, posta di profilo, forse la Vergine. I pilastri conservano numerosi stemmi del Savelli, mentre nella parete di fondo, dove è oggi collocato il sipario originario del Teatro Comunale realizzato da Annibale Brugnoli nel 1872, entro una cornice a fasce policrome con fregio vegetale, è un San Michele Arcangelo che regge la lancia e la bilancia ed una figura femminile, forse identificabile in santa Elisabetta. Tra il 1676 ed il 1678 il salone venne trasformato in teatro dell’Accademia degli Stabili dall’architetto Francesco Sforzini e l’uso come sala teatrale dell’ambiente è perdurato per circa due secoli, fino a quando nel 1890, una volta costruito il nuovo Teatro Comunale, gli impianti e gli arredi fissi installati nell’antico salone consiliare furono totalmete smantellati. Intorno agli anni Venti del Novecento il salone venne destinato ad ospitare la notevole collezione comunale di reperti lapidei che era andata formandosi a partire dal XVII secolo e prese il nome di “Sala delle Pietre”. Nel 2009 tali reperti, insieme a numerosi altri provenienti da varie sedi cittadine, sono stati trasferiti e sono attualmente esposti presso il Museo Lapidario nel Complesso delle Lucrezie.