“Sul ‘caro energia’ Regione metta in campo misure straordinarie in attesa dei provvedimenti nazionali”

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La nota di Bettarelli (Pd) a margine audizioni in seconda commissione

“Sul tema del caro energia la Regione metta in campo misure straordinarie in attesa dei provvedimenti nazionali. L’appello lanciato oggi in audizione dai rappresentanti delle forze economiche si traduca in fatti concreti prima che sia troppo tardi”.

 

È quanto dichiara Michele Bettarelli (PD-vice presidente dell’Assemblea legislativa), a margine dei lavori odierni della Seconda commissione consiliare.

“Aver sottovalutato l’allarme che avevamo lanciato da mesi, scrivendo ufficialmente di prevedere l’audizione di oggi già a marzo scorso – ricorda Bettarelli – sta portando migliaia di aziende umbre sull’orlo della chiusura senza aver ricevuto, nel frattempo, il minimo sostegno da parte della Regione. Purtroppo, anche sul caro energia è stata messa in scena l’ennesima farsa – aggiunge – e non essere stati in grado di prevenire e contenere, almeno in parte, gli effetti di questa situazione, graverà ogni giorno di più sulla pelle delle famiglie e delle imprese umbre”.

Secondo Bettarelli,

“invece di ridurre le accise e le addizionali regionali su gas e carburanti, la Lega si è limitata ad approvare, senza i voti di FDI (e con il numero legale garantito da una minoranza responsabile) una mozione che impegna solo il Governo. Invece di sveltire e semplificare la burocrazia in Regione, legata alle autorizzazioni per i nuovi impianti di produzione di energia, e senza aver previsto nessuna forma di ristoro o detassazione per aiutare le aziende umbre ad affrontare la drammatica contingenza attuale – commenta -, si continua a fare propaganda politica nonostante l’urgenza assoluta e la situazione disperata di cui hanno parlato anche oggi i rappresentanti delle associazioni regionali di Confcommercio, Coldiretti, Confindustria e Federalberghi. L’amara verità – conclude Bettarelli– è che l’unico vero scostamento di bilancio lo stanno soffrendo le famiglie e le imprese umbre, senza che la Giunta regionale se ne sia fatta minimamente carico”.