“Sui vaccini caos e disorganizzazione: situazione ormai insostenibile”

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“Sui vaccini caos e disorganizzazione: situazione ormai insostenibile”. La nota del Gruppo PD

“Nel momento cruciale in cui l’Umbria avrebbe dovuto accelerare la marcia e stringere i tempi delle vaccinazioni, si è  tornati di nuovo a parlare di caos e disorganizzazione. Dalla Giunta Tesei continui passi falsi, gaffe e approssimazione che stanno compromettendo il buon esito della campagna vaccinale, con evidenti ricadute sotto il profilo sanitario, sociale ed economico”.

Lo rilevano i consiglieri regionali del Partito democratico sottolineando che anche

“il Tribunale per i diritti del Malato dell’Umbria, si è rivolto alla presidente dicendo ‘Tesei il suo commissario non ci rassicura’ e ancora ‘Delusi da una Regione in tilt’. La situazione infatti si sta facendo insostenibile, sia dal punto di vista della pianificazione, con oltre 21 mila dosi ad oggi ancora accumulate e non somministrate, sia dal punto di vista della mancata chiarezza su chi, come e quando saranno vaccinati i più fragili e gli anziani”.

Il Gruppo consiliare del Partito democratico aggiunge che

“in Italia l’obiettivo resta quello di vaccinare mezzo milione di persone al giorno a partire dalle categorie fragili e dagli anziani che, invece, in Umbria ‘sono stati trascurati in favore di gruppi che vantano priorità  (e sono le parole del presidente del Consiglio Draghi) probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale’. Fino a ieri la presidente della Regione Tesei si è assunta la responsabilità di preferire alcune categorie professionali a scapito dei più deboli. Una scelta del tutto discrezionale di cui si dovrà assumere la responsabilità dato che in altre Regioni è stata  intrapresa con successo e da subito, la strada della priorità ai pazienti fragili e agli anziani. Ad oggi un nuovo corto circuito, con un sistema regionale di prenotazione saltato, nonostante fosse stata messa a disposizione dal Governo la piattaforma di Poste Italiane che è stata rifiutata, i fragili dovranno attendere ancora una settimana per poter soltanto prenotare, così come gli anziani tra i 70 e i 79 anni, mentre manca ancora l’accordo su chi dovrà elaborare le liste prioritarie e con quale nuovo contingente di personale si procederà alle vaccinazioni. I pazienti oncologici, ad esempio, nonostante gli annunci, non verranno ancora vaccinati a causa della mancata convocazione, dato che non è ancora chiaro se la chiamata dovrà essere effettuata dagli specialisti che li hanno in cura o dai medici di medicina generale. Non vi è chiarezza sulle prenotazioni fortuite effettuate dai professionisti nei giorni scorsi. Se daranno seguito o meno alle vaccinazioni, nonostante il divieto imposto ieri dal Governo e manca ancora una lista dei supplenti vaccinali trasparente ed ufficiale, come abbiamo richiesto dall’inizio della campagna. Insomma in caos vaccini sta creando un cortocircuito che difficilmente potrà risolversi in breve tempo. Per questo chiediamo che il Governo e, in particolare il  Generale Figliuolo, prenda in mano la situazione, attraverso un sollecito intervento di riorganizzazione dell’intero sistema. Ci auguriamo che gli osservatori inviati da Roma possano intervenire concretamente sul piano vaccinale umbro prima che venga compromesso da questi ritardi. Alcune settimane fa – proseguono – , la presidente Tesei, nel corso delle consuete comunicazioni rese all’Aula, dichiarò che si sarebbe assunta personalmente la responsabilità del piano di vaccinazione. Se questi sono i risultati ci auguriamo che al più presto passi la mano a persone più competenti e capaci. Al di là degli annunci, infatti, assistiamo ad una situazione davvero incresciosa. A molti esponenti della sua maggioranza sta forse sfuggendo la gravità della situazione e non c’è la piena consapevolezza dell’assoluta  mancanza – concludono – di un modello organizzativo chiaro ed efficiente. Apprendere dai giornali che esponenti della Lega, in queste stesse ore concitate, arrivino addirittura ad aggirare le regole sul contenimento, pur di potersi godersi una cena orientale, presso il ristorante di un albergo in cui non avrebbero mai pernottato, è davvero avvilente, ma la dice lunga su quanto questo gruppo leghista sia ormai distante dai drammi che stanno vivendo migliaia di nostri concittadini”.