Odg depositato dai consiglieri comunali Lorenzo Mazzanti e Cesare Carini, del gruppo Pensa Perugia con Azione – Socialisti per Perugia – Perugia in Europa e Laboratorio Civico
La residenza universitaria “Enrico Fermi” di San Sisto è da tempo al centro delle lamentele degli studenti che vi abitano. Ambienti degradati, spazi comuni poco funzionali, cucine e servizi insufficienti, presenza di muffa e carenze igieniche sono solo alcune delle criticità segnalate da chi vive quotidianamente quella struttura. Un quadro che non rispecchia minimamente gli standard che dovrebbero caratterizzare un alloggio universitario e che rischia di minare il diritto allo studio, oltre a compromettere l’immagine di Perugia come città universitaria.
È a partire da questa consapevolezza che i consiglieri comunali Lorenzo Mazzanti e Cesare Carini, del gruppo Pensa Perugia con Azione – Socialisti per Perugia – Perugia in Europa e Laboratorio Civico, hanno depositato un ordine del giorno in Consiglio comunale, chiedendo che l’Amministrazione assuma un impegno concreto e prioritario per affrontare questa emergenza.
«Il Fermi – dichiara Lorenzo Mazzanti – è diventato purtroppo il simbolo di una condizione che non è più sostenibile. Gli studenti vivono in ambienti che non garantiscono sicurezza, salubrità né qualità della vita. La presenza di muffa, la mancanza di spazi comuni adeguati e di attrezzature essenziali sono problemi che ostacolano la vita quotidiana e il percorso formativo di tanti ragazzi e ragazze. Una città universitaria come Perugia non può permettere che ciò accada: garantire un alloggio dignitoso significa garantire davvero il diritto allo studio».
Il problema della residenza di San Sisto si inserisce in un contesto più ampio di insufficienza dell’offerta abitativa. Le residenze di via Faina, chiuse da anni a causa di criticità strutturali, hanno fatto perdere 166 posti letto, mentre l’attesa per il nuovo studentato di Fontivegge, che dovrebbe accogliere meno di 100 studenti, non potrà certo colmare un fabbisogno che già supera di centinaia di unità la disponibilità effettiva. Nell’anno accademico 2023/2024, a fronte di oltre 1.370 studenti idonei all’assegnazione di un posto letto, i posti disponibili erano poco più di 1.000: un divario che rischia di ampliarsi se non si interviene con decisione.
«Il diritto allo studio – aggiunge Cesare Carini – non si esaurisce nelle aule o nelle biblioteche, ma passa anche e soprattutto dalla possibilità di vivere in condizioni decorose. Molti studenti arrivano a Perugia da fuori regione o da famiglie che non possono permettersi un affitto sul mercato privato. Se non si garantiscono residenze pubbliche adeguate, si finisce per penalizzare proprio i giovani più meritevoli e meno abbienti. Perugia deve investire sugli studenti, perché investire su di loro significa investire sul futuro della città».
Con l’ordine del giorno presentato, i due consiglieri chiedono alla Sindaca e alla Giunta di: sollecitare l’avvio dei lavori di via Faina, monitorare con attenzione i tempi del nuovo possibile studentato di Fontivegge e, soprattutto, promuovere un intervento urgente e strutturale al “Fermi”, anche attraverso un confronto diretto con gli studenti che vi abitano. Inoltre, si propone un piano comunale di medio-lungo periodo per l’espansione dell’edilizia universitaria, che includa il recupero di immobili dismessi e la possibilità di attivare convenzioni pubblico-private.
Un impegno che mira a restituire agli studenti la dignità che meritano e a rilanciare Perugia come città universitaria di riferimento, accogliente e competitiva a livello nazionale.