L’anagrafe dei bisogni quando i disabili restano soli

283
(Foto: Umbria24.it)

L’anagrafe dei bisogni quando i disabili restano soli. Proposta di legge del consigliere Squarta sui ‘Progetti di vita’. “Lo stile di vita verrà mantenuto anche alla morte dei genitori”

Una proposta di legge per istituire presso le anagrafi cittadine dei Comuni dell’Umbria il registro dei ‘Progetti di vita per le persone con gravi disabilità’ è quella che verrà presentata dal consigliere regionale Marco Squarta. Secondo il portavoce dell’opposizione di centrodestra a Palazzo Cesaroni in quota Fratelli d’Italia “il Progetto di vita è una possibilità preziosa per i tanti genitori e familiari preoccupati del domani, quando non saranno più in grado di occuparsi dei loro cari”. Sul tema l’Umbria potrebbe essere la prima regione d’Italia a fare da apripista a questa esperienza.
“Il progetto di vita – spiega Squarta – è un documento che afferma l’importanza di dare ascolto ai bisogni e alle aspirazioni delle persone meno fortunate in maniera tale da salvaguardare le loro volontà quando si ritroveranno sole a causa della scomparsa dei genitori o dei familiari che si occupano di loro. Quando i genitori del disabile con gravi problemi fisici e/o mentali non ci saranno più le consuetudini e le attività del disabile, messe nero su bianco negli uffici comunali, dovranno essere tenute in considerazione e rispettate anche nel futuro poiché verrà garantito il mantenimento del medesimo stile di vita”
“Il diritto all’autodeterminazione e al futuro delle persone meno fortunate deve sempre essere garantito attraverso il doppio binario della cura, l’aspetto medico ‘to cure’ e il prendersi cura ‘to care’ – prosegue l’esponente di FdI – senza che venga mai perso di vista l’obiettivo principale del sostegno della persona e del suo progetto di dignità esistenziale”.