Assemblea Legislativa dell’Umbria: “Un anno drammatico”

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Presidenza Assemblea legislativa (Basilietti)
 

Assemblea Legislativa dell’Umbria: “Un anno drammatico”. Queste le parole del Presidente, Marco Squarta

Un anno “drammatico e difficile”, anche per la gestione del Consiglio regionale, ma questo “non ha impedito di lavorare comunque tanto”, con l’auspicio che il 2021 sia segnato invece da una ripresa, anche economica, della regione: questi i temi della video-conferenza stampa di fine anno della presidenza dell’Assemblea legislativa.  Il presidente Marco Squarta, insieme alle vicepresidenti Paola Fioroni e Simona Meloni, ha tracciato un consuntivo dell’attività svolta dall’Assemblea nel corso del 2020.

“Credo che la Giunta regionale – ha affermato Squarta – abbia operato bene con un grande sforzo ed anche il Consiglio regionale è stato molto attivo approvando atti e mozioni riguardanti l’emergenza. Dico anche però che si può fare meglio e migliorare, con la grande sfida che è ora quella che riguarda il piano di vaccinazione”.

Il vaccino contro il Covid è “l’unico strumento che abbiamo” per uscire dalla pandemia, tornare alla nostra vita e guardare al futuro. Di questo sono convinti il presidente Marco Squarta, Fratelli d’Italia, e le vicepresidenti Paola Fioroni, Lega, e Simona Meloni, Pd che, durante la conferenza stampa di fine anno della presidenza dell’Assemblea legislativa hanno lanciato un appello a favore della vaccinazione.

Per Squarta la “grande sfida” riguarda il piano di vaccinazione che, ha detto,

“Deve essere efficiente e non può fallire. Viviamo in un Paese – ha aggiunto – dove si tende molto a ricercare complotti ma se esistono leggi e regole di organismi internazionali che validano i vaccini noi dobbiamo crederci”.

Vaccino come strumento “per traghettarci verso il futuro” anche per la vicepresidente Fioroni. Pure lei per la libertà di scelta ma convinta che la sfida del piano vaccinale “sia importante per l’Italia”.

Paola Fioroni (Lega) ha sottolineato come

“Il 2020 non è stato un anno facile per le istituzioni democratiche, poiché le restrizioni Covid hanno reso difficile quel rapporto naturale di ascolto tra rappresentato e rappresentanti eletti, limitando incontri e contatti sul territorio. Eppure i componenti di questa Assemblea legislativa hanno mantenuto vivo il file rouge sia con le amministrazioni locali, sia con le necessità dei portatori d’interesse soprattutto attraverso le audizioni in commissione che sono state numerose e talvolta ripetute, proprio per accogliere le esigenze diverse e plurali in un momento di profonda incertezza. L’incertezza è stata ed è la compagna della quotidianità delle comunità a causa della pandemia e la vera sfida è e sarà ricostruire quei legami di fiducia non solo nella politica ma nel futuro in generale. Ci sono emergenze che si sono acuite in questo ultimo anno e che rischiano di diventare ancor più pesanti a cui sarà necessario porre maggiore attenzione con risposte immediate. L’azione dell’Assemblea si è concentrata molto sull’emergenza cercando di accompagnare la Giunta nella gestione dell’emergenza stessa e svolgendo quelle funzioni di indirizzo e controllo che sono costituzionalmente riconosciute a questa assise la cui dignità e il cui ruolo, nella sua autonomia, costituiscono nucleo fondante del sistema democratico delle istituzioni regionali. La rappresentatività dell’Assemblea nell’anno venturo dovrà essere ancor più pregnante e dovremo essere pronti per le numerose sfide di ripartenza che ci attendono sia dal punto di vista normativo che nel confronto fra le forze politiche, talvolta aspro e duro, ma rispettoso dell’alta responsabilità che ciascuno di noi ha nell’interpretare il proprio ruolo con correttezza e rispetto. I 50 anni del regionalismo non sono stati quest’anno un’occasione persa: il Covid ha limitato le celebrazioni ma ha stimolato ancor di più la riflessione sulla cooperazione delle autonomie territoriali e sull’importanza del coinvolgimento delle Regioni in ogni piano di risposta e di rilancio. Auspico che dall’emergenza si tragga spunto a livello centrale per un maggiore coinvolgimento delle Regioni nei prossimi piani di sviluppo perché sono le Regioni a conoscere le proprie necessità e a dover impiegare con efficacia le risorse, per rafforzare i propri sistemi di resilienza strutturali”.

L’augurio della vicepresidente Meloni è quello che le Regioni

“riescano ad attivarsi in maniera repentina con un piano concreto, veloce e mirato. Quando sarà il mio turno mi vaccinerò, dopo aver rispettato la priorità di chi sta in trincea da mesi. La pandemia ha sconvolto le nostre abitudini e la nostra vita, rispondere a questa emergenza non è stato semplice. Come Ufficio di presidenza abbiamo reagito con azioni etiche improntate alla sobrietà, perché la politica è servizio e non carriera, visione e non occasione di coltivare interessi di parte. Nel 2021 vogliamo continuare ad aprire il Palazzo, a portare avanti il confronto con gli amministratori locali e con tutti gli ambiti sociali. C’è bisogno di risposte concrete, di sicurezza, di dare forma e sostanza alla speranza, consapevoli che nostro impegno sarà misurato sulla nostra capacità di essere davvero utili e vicini ai nostri cittadini. Questo passaggio così delicato della storia umbra, chiama in causa tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. Rispondere a questo appello significa provare ad aprire una fase nuova, una Legislatura costituente, per sottolineare l’eccezionalità di una situazione che chiama tutti quanti ad uno sforzo di responsabilità, ciascuno dalle sue posizioni. La democrazia rappresentativa deve saper guardare ben al di là dei suoi confini e dei suoi metodi tradizionali, aprendosi anche a nuove forme di democrazia partecipativa. Con il sostegno e il contributo di tutti a partire dagli enti locali, dai comuni, e dalle comunità locali, che vivono ogni giorno le difficoltà del presente. Abbiamo utilizzato la tecnologia anche per sviluppare la partecipazione. Dovremo continuare, anche promuovendo il Consiglio regionale dell’economia e del lavoro, per poter interloquire con i protagonisti della società regionale. Dovremo riaprire il Palazzo alla scuola, per fargli sentire la vicinanza delle istituzioni. Quando sarà possibile dovremo riprendere con eventi mirati alla valorizzazione dei borghi e delle bellezze dell’Umbria”

Paola FIORONI (vicepresidente – Lega): “Il 2020 non è stato un anno facile per le istituzioni democratiche, poiché le restrizioni Covid hanno reso difficile quel rapporto naturale di ascolto tra rappresentato e rappresentanti eletti, limitando incontri e contatti sul territorio. Eppure i componenti di questa Assemblea legislativa hanno mantenuto vivo il file rouge sia con le amministrazioni locali, sia con le necessità dei portatori d’interesse soprattutto attraverso le audizioni in commissione che sono state numerose e talvolta ripetute, proprio per accogliere le esigenze diverse e plurali in un momento di profonda incertezza. L’incertezza è stata ed è la compagna della quotidianità delle comunità a causa della pandemia e la vera sfida è e sarà ricostruire quei legami di fiducia non solo nella politica ma nel futuro in generale. Ci sono emergenze che si sono acuite in questo ultimo anno e che rischiano di diventare ancor più pesanti a cui sarà necessario porre maggiore attenzione con risposte immediate. L’azione dell’Assemblea si è concentrata molto sull’emergenza cercando di accompagnare la Giunta nella gestione dell’emergenza stessa e svolgendo quelle funzioni di indirizzo e controllo che sono costituzionalmente riconosciute a questa assise la cui dignità e il cui ruolo, nella sua autonomia, costituiscono nucleo fondante del sistema democratico delle istituzioni regionali. La rappresentatività dell’Assemblea nell’anno venturo dovrà essere ancor più pregnante e dovremo essere pronti per le numerose sfide di ripartenza che ci attendono sia dal punto di vista normativo che nel confronto fra le forze politiche, talvolta aspro e duro, ma rispettoso dell’alta responsabilità che ciascuno di noi ha nell’interpretare il proprio ruolo con correttezza e rispetto. I 50 anni del regionalismo non sono stati quest’anno un’occasione persa: il Covid ha limitato le celebrazioni ma ha stimolato ancor di più la riflessione sulla cooperazione delle autonomie territoriali e sull’importanza del coinvolgimento delle Regioni in ogni piano di risposta e di rilancio. Auspico che dall’emergenza si tragga spunto a livello centrale per un maggiore coinvolgimento delle Regioni nei prossimi piani di sviluppo perché sono le Regioni a conoscere le proprie necessità e a dover impiegare con efficacia le risorse, per rafforzare i propri sistemi di resilienza strutturali”.