“La Giunta fugge dalle responsabilità della sanità: Umbria seconda peggior regione per spesa farmaceutica fuori controllo”

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La nota del Gruppo Pd

“I conti della sanità sono sempre più fuori controllo e mentre la maggioranza si occupa di un eventuale rimpasto e di possibili trasferimenti romani, rifuggendo dalle responsabilità della gestione caotica della pandemia, c’è chi deve far fronte alla situazione. È il direttore regionale D’Angelo, che con un inusuale quanto irrituale provvedimento, ha emanato specifici indirizzi in merito a ‘razionalizzazione della spesa farmaceutica’”.

 

Così i consiglieri del gruppo del Partito democratico, in merito al provvedimento emanato ieri dalla direzione regionale della Salute

“che definisce ‘preoccupante’ la situazione della spesa farmaceutica dovuta alla mancata o inefficace attivazione, da parte delle quattro aziende sanitarie, di tutte le misure disposte. Ci sentiamo di condannare – continuano i Dem – questo intervento diretto del direttore D’Angelo, che va a colmare un vuoto della Giunta regionale. Per interventi così decisi e radicali sull’organizzazione della spesa farmaceutica delle aziende, una delibera di Giunta sarebbe stata non solo più adatta ma anche più consona al regolamento. Imporre tetti di spesa e paventare danni erariali per chi non dovesse rispettarli, il tutto attraverso un provvedimento della Direzione, non è decisamente quello che si dice una ‘assunzione di responsabilità’ della politica nei confronti della sanità, per anni settore benchmark e ora diventata una spina nel fianco dell’amministrazione Tesei. Una gestione, stando ai dati di gennaio – aprile 2022, che rende l’Umbria la seconda peggiore Regione italiana per la spesa farmaceutica, con uno scostamento di quasi 29 milioni dal consentito. Così la spesa complessiva arriva a 118 milioni, 4,76% oltre la soglia. Non a caso ora – proseguono i dem – si paventa una ‘promozione’ sul campo dell’assessore Luca Coletto con incarichi romani. Augurando all’assessore la massima fortuna per la sua carriera politica, la sua uscita dall’Umbria sarebbe però la certificazione della gestione totalmente fallimentare portata avanti in questi tre anni di amministrazione di centrodestra”.