“Valorizzare i borghi, garantire un welfare esteso e collaborativo”

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L’intervento di Meloni (Pd) al forum della lega delle autonomie locali italiane

 

Il capogruppo del Partito democratico all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Simona Meloni, ha partecipato questa mattina a Roma al Forum della lega delle “Autonomie locali italiane” nell’ambito della discussione su “Comuni e questione sociale”.

La consigliera regionale ha incentrato il suo intervento

“su due tematiche a cui tengo molto e su cui ho anche presentato due proposte di legge regionale: la valorizzazione dei Borghi e la strutturazione di un sistema di welfare collaborativo. I piccoli centri sono i luoghi dell’Italia profonda, quotidiana, quelli in cui le relazioni umane, nonostante tutto, sono ancora il collante di una comunità. Amministrare in questi luoghi significa innanzitutto prendersi cura, essere vicini e partecipi rispetto ai problemi e alle sfide che investono la propria comunità. Ciò comporta fatica e responsabilità, sotto il profilo umano ancor prima che politico. Specie quando non hai i mezzi per far fronte alle necessità impreviste perché il tuo bilancio non te lo permette. E allora ricorri alla parte attiva della tua comunità e con uno sforzo quotidiano tenti di dare risposte semplici a problemi spesso complessi. Chi vive, per necessità o per scelta, in uno dei 5.535 comuni sotto i 5.000 abitanti, che rappresentano complessivamente il 70% del numero totale dei comuni italiani, sa di essere meno solo rispetto rispetto ad un’esistenza trascorsa in un grande centro urbano. I nostri borghi – ha rimarcato Meloni nella sua relazione – risentono della mancanza di lavoro e opportunità. Soffrono di mancanza di servizi e tendono allo spopolamento. La rete di relazioni e socialità attiva si fa sempre più labile. Il crescente disagio sociale, il degrado urbano, la criminalità che occupa fisicamente certi spazi urbani, il fenomeno allarmante delle baby gang, si fanno ancora più sentire laddove, alla mancanza di servizi, lavoro e cultura, si sommano condizioni di isolamento e di abbandono. È necessario puntare ad un welfare circolare, fondato sull’interazione virtuosa e paritetica fra ente pubblico, imprese e società civile. Non può essere considerata residuale la possibilità che i cittadini possano interagire con le amministrazioni pubbliche nella cura dei beni comuni. Bisogna ‘rafforzare i diritti di cittadinanza attraverso la costruzione di reti solidali nelle quali lo Stato, le Regioni e i Comuni e le diverse associazioni e organizzazioni collaborino in modo sistematico per elevare i livelli di protezione sociale, combattere le vecchie e nuove forme di esclusione e consentire a tutti i cittadini di sviluppare le proprie potenzialità’”.