“La Giunta batta un colpo sull’ospedale di Città di Castello”

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La nota di Bettarelli (Pd)

“Invito la presidente della Regione Donatella Tesei e l’assessore alla Sanità Luca Coletto a mettere piede, almeno per una volta, presso l’Ospedale di Città di Castello. Si renderanno conto di quanto sia importante e non più rinviabile aprire un tavolo di confronto sullo stato della sanità locale così come è stato chiesto pubblicamente ieri dal sindaco della città, Luca Secondi”.

 

È quanto dichiara il consigliere regionale Michele Bettarelli (Pd – vice presidente dell’Assemblea Legislativa).

“Su questo tema – precisa Bettarelli – fin dal suo insediamento, la Giunta regionale continua a voltarsi dall’altra parte, ignorando una realtà che necessiterebbe invece di maggiore attenzione e interventi concreti, prima che venga definitivamente compromessa la capacità di dare risposte ai bisogni di cura dei cittadini. Vengano a toccare con mano quanto viene riportato dai giornali ormai da mesi – chiede Bettarelli – dai triage lunghissimi, alle attese infinite anche in caso di ricovero. Si rendano personalmente conto di quanto pesa sui cittadini la strutturale carenza di personale, la scarsità di posti letto, soprattutto in reparti fondamentali come quello di medicina. Appurino qual è il livello della qualità delle prestazioni essenziali, cosa comporta lamancanza di medici di base, cosa significa avere liste d’attesa sterminate dopo aver adottato scelte organizzative sbagliate e investimenti mai effettuati. L’annunciato taglio del finanziamento destinato agli ambulatori di Oncologia e Radioterapia dell’ospedale – sottolinea – è l’ennesima dimostrazione che, ai piani alti della Regione, si considera questa città un territorio di serie B. Tutto ciò – conclude Bettarelli – è inaccettabile. E per questo, ritengo che la politica, a partire dal Governo regionale, debba dimostrare ai cittadini di saper ritrovare almeno le ragioni di confronto istituzionale, utile a risolvere almeno i problemi più importanti in ambito sociosanitario, a partire da quelli segnalati, giustamente, dal sindaco Secondi”.

E, nel mentre, giungono i dati relativi al Pronto Soccorso. Sono stati 23.468 gli accessi al Pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello registrati nel corso del 2022 e che hanno visto un picco nell’ultimo trimestre dell’anno (sono stati 7.721 contro i 7.106 dell’ultimo trimestre del 2021). Un aumento fisiologico dato dalla diminuzione della pressione dei ricoveri legata alla diffusione del Covid e, soprattutto, dal rientro progressivo alla vita sociale che ha determinato il riacuirsi di patologie legate ai virus influenzali sia nell’adulto che nel paziente pediatrico. Di conseguenza l’aumento degli accessi al Pronto Soccorso è dovuto soprattutto a patologie legate all’apparato respiratorio, in primis bronchioliti del paziente pediatrico. Inoltre, l’allungamento della vita media e la presenza di numerose comorbidità dei pazienti geraitrici stanno rendendo la “casistica” in accesso particolarmente complessa nell’inquadramento e nella gestione clinico-assistenziale.

Di questo si è parlato durante la visita del direttore generale dell’Usl Umbria 1, Massimo Braganti, al Pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello. Ad accoglierlo Silvio Pasqui, direttore del Presidio ospedaliero Alto Tevere, Gioia Calagreti, dirigente medico del Presidio ospedaliero Alto Tevere, Mario Gildoni, direttore Pronto soccorso del Presidio ospedaliero Alto Tevere, Giulio Bastianoni, dirigente medico responsabile del Pronto soccorso di Città di Castello, Anna Maria Cerboni, referente infermieristica del Pronto soccorso di Città di Castello, Patrizia Pierini, dirigente medico del Pronto soccorso di Città di Castello. La visita del dottor Braganti, quindi, è stata l’occasione per fare un quadro della situazione, resa ancora più delicata e complicata con le novità introdotte in questi giorni.

“Ringrazio il personale sanitario afferente al Pronto soccorso – ha dichiarato il direttore generale dell’Usl Umbria 1 – che sta fronteggiando con elevata professionalità la complessa situazione legata all’aumento degli accessi e alle novità organizzative date dalla nuova classificazione dei codici di triage, attribuiti ai pazienti in accesso, in vigore da lunedì scorso”.