“In Umbria dati da zona bianca”

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UFFICIO STAMPA GIUNTA
 

Lo afferma l’Assessore Luca Coletto

In Umbria c’è una maggiore tendenza al decremento rispetto alla media nazionale. Questo il quadro che emerge dall’aggiornamento sull’andamento epidemiologico del Covid-19 elaborato dal Nucleo epidemiologico regionale. La curva epidemica, come pure la media mobile a sette giorni, continua quindi a mostrare, come già evidenziato la settimana scorsa, un trend di diminuzione, come hanno spiegato Carla Bietta e Mauro Cristofori durante la presentazione del report settimanale.

“Ad un plateau della curva a livello nazionale, l’Umbria risponde con una maggiore discesa – hanno poi aggiunto – con la curva epidemica che finalmente somiglia ad una curva e la media mobile che mostra una leggera discesa”.

L’indice Rt a ieri era 0,78 (a livello nazionale è 1),

“un indicatore che ci dice che la curva può scendere ancora”

ha sottolineato Cristofori. Anche l’incidenza continua a calare, con un andamento identico alla media mobile. L’incidenza settimanale mobile per 100.000 abitanti è pari a 1.576. “Unica classe di età in controtendenza è quella tre-cinque anni che continua ad aumentare” ha aggiunto Bietta.

A parlare è anche l’Assessore Luca Coletto che ha tenuto a sottolineare come

“I dati ci dicono che anche questa settimana dovremmo rimanere in zona bianca”.

Parole dette nel corso della consueta videoconferenza stampa settimanale di aggiornamento sull’andamento epidemiologico del Covid-19 in Umbria, affiancato dal direttore regionale Salute e Welfare, Massimo Braganti, dal commissario straordinario regionale per l’emergenza Coronavirus, Massimo D’Angelo, e l’amministratore unico di Umbria digitale, Fortunato Bianconi. I dati infatti dicono che l’occupazione delle terapie intensive è al 7.9%, con dieci posti occupati dei 127 possibili (il 10% è la soglia per la zona gialla), anche se, ha poi evidenziato Coletto,

“abbiamo leggermente superato di circa un punto quella che è la percentuale di occupazione dell’area medica, composta dalla semintensiva e medicina generale”.

“L’area medica è quella più interessata oggi perché le forme severe sono ridotte grazie all’intervento vaccinale”

ha precisato il commissario D’Angelo. L’obiettivo che la Regione si sta dando, ha poi affermato l’assessore,

“è quello di un equilibrio difficile da mantenere ma ci stiamo riuscendo grazie all’uso delle semintensive, al coordinamento del commissario e dei presidi ospedalieri, e grazie a quello che è un monitoraggio continuo con la professoressa Mencacci che ci segnala puntualmente le varianti in arrivo. Dal Covid-madre siamo passati alla Delta e ora Omicron, con varianti che hanno comportamenti diversi ma che stiamo gestendo. Non abbiamo eletto nessun presidio ospedaliero ad ospedale Covid, ma stiamo distribuendo i pazienti sul territorio in modo che non ci siano punti di appoggio regionali per quanto riguarda il Covid. In questo modo – ha proseguito – non blocchiamo le attività importanti come quelle chirurgiche, oncologiche e di screening visto che l’Umbria è ancora la prima regione per screening nonostante la pandemia”.