Confindustria Umbria: i giovani imprenditori in visita all’azienda Fertitecnica Colfiorito

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Confindustria Umbria: i giovani imprenditori in visita all’azienda Fertitecnica Colfiorito. In occasione della Festa d’Estate, il Gruppo ha incontrato il Comitato regionale dei GI Marche

Il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria ha visitato gli stabilimenti dell’azienda umbra Fertitecnica Colfiorito, leader nel mercato dei legumi secchi, cereali e semi, fondata nel 1984 dalla famiglia Mattioni nell’Altopiano di Colfiorito, da cui prende il nome.

L’occasione è stata la tradizionale Festa d’Estate del Gruppo, che quest’anno si è svolta nella Tenuta Mattioni in località Casali a Serravalle di Chienti e che ha visto la partecipazione del Comitato regionale dei Giovani Imprenditori Marche.

La visita aziendale è stata preceduta da un convegno incentrato sui temi della sostenibilità, al quale sono intervenuti Cinzia Tardioli, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria, Luca Mattioni, Vicepresidente e Direttore commerciale di Fertitecnica Colfiorito, Massimiliano Bachetti, Presidente del Comitato regionale dei Giovani Imprenditori Marche, Silvia Satiri, Consigliere del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria e titolare di Satiri Auto, Emanuele Francioni e Michele Silvestroni de “I Bambini delle Fate”. Ospite dell’iniziativa Riccardo Di Stefano, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria.

“Siamo in un’azienda – ha sottolineato la Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria, Cinzia Tardioli – che è un esempio non solo per il nostro territorio ma per il panorama nazionale, dove si vive il rispetto per l’ambiente e la natura in un momento cruciale per il nostro pianeta. La via della sostenibilità non è più un’alternativa etica alla crescita, ma un percorso obbligato di cambiamento in cui si dovrà orientare lo sviluppo tecnologico delle aziende. Questo appuntamento – ha aggiunto la Presidente Tardioli – ha anche un forte significato simbolico, perché ci permette di incontrare nuovamente i Giovani Imprenditori di Confindustria Marche e condividere con loro idee ed esperienze in un periodo particolarmente complesso”.

È stato Luca Mattioni, Vicepresidente e Direttore commerciale di Fertitecnica Colfiorito, a ripercorrere la storia e le tappe di sviluppo dell’azienda, da sempre attenta agli aspetti di sostenibilità e benessere nutrizionale, che dal 2017 è partner strategico della FAO – l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura – nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile tra cui, in particolare, l’obiettivo #zerofame entro il 2030. Al suo fianco, in occasione della presentazione dell’azienda ai Giovani Imprenditori, il Presidente di Fertitecnica Colfiorito Ivano Mattioni, il Direttore Generale Alessio Miliani e il Responsabile Marketing Michele Santilocchi.

“Mio padre Ivano – ha ricordato Luca Mattioni – è stato uno dei primi a credere nel sistema della filiera che, soprattutto oggi, rappresenta un valore imprescindibile. Siamo immersi in un ecosistema unico, che ispira tutto ciò che facciamo. Nel nostro stabilimento di Colfiorito utilizziamo le migliori tecnologie per selezionare il prodotto in maniera efficace ed ecologica. Innovazione e investimenti strutturali sono fondamentali per stare al passo con i tempi e favorire un processo di crescita con rispetto, che vuol dire benefici per tutto il territorio di cui portiamo il nome”.

È grazie all’innovazione che l’azienda, presente con i suoi prodotti in oltre il 90% delle insegne della GD italiana, è cresciuta in maniera significativa negli ultimi anni, anche attraverso la collaborazione con le università e i centri di ricerca.

“Tra Umbria e Marche – ha affermato il Presidente del Comitato regionale dei Giovani Imprenditori Marche, Massimiliano Bachetti – non c’è soltanto una vicinanza geografica, ma anche di valori e prospettive. Due regioni che hanno saputo innovare e sviluppare le proprie risorse, mosse da una voglia di modernità. Oggi si parla di sostenibilità, che non è più solo economica ma anche ambientale ed energetica e che deve essere percepita non come un’imposizione, ma come qualcosa che aggiunge valore alle nostre aziende”.