Sellano: fojata e attorta i motori turistici della Valnerina, torna la sagra

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Nel menù le due saporite torte tipiche della tradizione locale, salata una e dolce l’altra – Da giovedì 11 a domenica 14 agosto al villaggio della Protezione civile, in località Villamagina

 

La Sagra della fojata e dell’attorta torna a Sellano, finalmente nel suo format originale, da giovedì 11 a domenica 14 agosto al villaggio della Protezione civile, in località Villamagina, per offrire ai turisti la possibilità di assaggiare alcune delle specialità tipiche della Valnerina. Tra queste, appunto, anche le due torte della tradizione locale, la fojata salata e l’attorta dolce, le cui ricette si tramandano da tempi remoti di generazione in generazione. E come ogni sagra che si rispetti, ad accompagnare il ricco menù serale ci sarà anche tutta una serie di intrattenimenti che sono stati presentati martedì 9 agosto nel palazzo della Provincia di Perugia dal vicesindaco di Sellano Stefano Ansuini e dal vicepresidente della Proloco Marco Massimiani. Proprio quest’ultimo ha ricordato come la fojata e l’attorta siano

“le due punte di diamante del nostro territorio, piatti che vogliamo far conoscere e apprezzare anche a chi viene da fuori regione e che, in effetti, ogni anno attraggono una moltitudine di turisti desiderosi di degustare i sapori di una volta”.

Entrambi questi piatti, infatti, venivano preparati dalle massaie, soprattutto in occasione delle festività religiose, e tutt’ora vengono realizzati in molte famiglie della Valnerina e,

“ultimamente, anche in alcuni ristoranti di Sellano”,

come ha sottolineato con piacere il vicesindaco Ansuini.

La fojata è una torta realizzata con una sfoglia di pasta sottilissima ripiena di verdure, erbe, formaggio e uova, mentre l’attorta è costituita sempre da una sfoglia sottilissima ma farcita con mele, uva passa, frutta secca e alchermes. Due specialità che negli ultimi anni hanno anche ottenuto la Denominazione comunale di origine (Deco) dal Comune di Sellano. Accanto a queste, gli stand gastronomici offriranno anche fettuccine e gnocchi al tartufo, al cinghiale e al castrato, agnello scottadito e lumache al sugo.

Durante la sagra, organizzato con il contributo del Gal Valle umbra e Sibillini, l’intrattenimento musicale e danzante sarà offerto dalle orchestre I Ballaonda (giovedì 11), Felix (venerdì 12), Musica e Amore (sabato 13) e Sara e Sogno Mediterraneo (domenica 14). La proloco, il cui direttivo è stato di recente rinnovato, ha pensato anche a uno spazio riservato ai giovani che sarà attivo dalle 23.

“Questo evento, giunto alla diciannovesima edizione – ha spiegato Massimiani –, è molto sentito dalla popolazione locale. Ma il suo punto di forza è quello di riuscire ad attirare turisti da tutto il Paese e a far conoscere così l’intera Valnerina. Grazie a queste sagre promuoviamo il nostro territorio”.

“Dopo un anno di pausa nel 2020 – ha, infine, ricordato Ansuini – e un’edizione in versione ridotta l’estate scorsa, quest’anno ripartiamo alla grande, sebbene per soli quattro giorni. Ce la mettiamo tutta per realizzare un evento che attrae turisti da tutta l’Umbria e non solo. La nostra festa è anche riuscita a ottenere, da parte dell’Unione nazionale proloco d’Italia, l’assegnazione del marchio Sagra di Qualità che è stato consegnato al Senato nel 2019”.