Preapertura caccia: il saluto dell’assessore Cecchini

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L'assessore Cecchini incontro il Sindaco di Bevagna
 

“Con la preapertura di mercoledì 2 settembre prenderà avvio la nuova stagione venatoria che in Umbria, anche quest’anno, parte sotto i migliori auspici: la condivisione delle scelte operate nella predisposizione del calendario, nel rispetto delle regole, e la rinnovata volontà di collaborazione fra Regione e mondo venatorio”.

È quanto sottolinea l’assessore regionale alla Caccia, Fernanda Cecchini, nel rivolgere il suo saluto ai cacciatori umbri in vista della prima delle tre giornate di preapertura della caccia previste nei giorni del 2 settembre (dalle ore 6.15 alle ore 19.30) e nelle domeniche 6 e 13 settembre (l’orario consentito è fino alle ore 13) che precedono l’apertura generale a tutte le specie (ad esclusione degli ungulati) fissata alla terza domenica di settembre, il 20 (dalle ore 6.20 alle ore 19.15). Nell’imminenza della stagione venatoria, venerdì scorso l’assessore Cecchini ha convocato la Consulta faunistico venatoria regionale, la prima riunione della nuova legislatura, per proseguire nel confronto con le associazioni venatorie sui passaggi decisivi che attendono il mondo della caccia in Umbria.

“È una fase di particolare rilevanza – dice l’assessore, ricordando i principali temi trattati dalla Consulta – poiché, in applicazione della legge regionale 10/2015 che attua la legge Delrio sul riordino delle Province, le funzioni amministrative in materia di gestione faunistica e della caccia, finora espletate dalle Province, vengono riassunte dalla Regione. L’esercizio unitario di queste funzioni garantirà semplificazione e omogeneità dei provvedimenti e della pianificazione”.

Per quanto riguarda l’apertura della stagione venatoria, “con il calendario 2015/2016 abbiamo confermato le scelte effettuate nella passata stagione circa i tempi di prelievo. Una posizione – rileva l’assessore – su cui abbiamo registrato unanime consenso in sede di Consulta e che è stata presa sulla base della normativa regionale, nazionale e comunitaria e dei dati rilevati nei documenti scientifici e dall’Osservatorio faunistico regionale”.

“È per questo – spiega – che, nonostante gli interventi limitativi da parte del Governo, che nel gennaio scorso ha imposto la chiusura anticipata e anche questo anno, per mezzo del ministro all’Ambiente Galletti, ha invitato le Regioni ad accorciare i tempi anticipando le chiusure del prelievo per il tordo bottaccio, la beccaccia e la cesena, certi della validità delle nostre motivazioni sotto il profilo normativo e scientifico, abbiamo riconfermare i tempi di prelievo come nella stagione 2014/2015, con una preapertura in tre giornate e l’avvio generale alla terza domenica”.

Nella riunione della Consulta, su richiesta delle associazioni venatorie, sono stati chiariti alcuni punti in merito alle prescrizioni del calendario venatorio.

“La caccia al cinghiale effettuata dal singolo cacciatore – riferisce l’assessore – può essere effettuata solo nelle stesse giornate previste per la caccia in battuta, come stabilito nel regolamento regionale. Va poi precisato che la prescrizione ‘limitatamente alle stoppie’ circa la caccia alla specie quaglia con l’ausilio del cane il 13 settembre deve intendersi riferita alle porzioni di territorio libere all’uso venatorio, su cui sono presenti gli steli residui dello sfalcio di colture agricole”.

“Regole chiare, nel rispetto dell’equilibrio fra caccia e agricoltura e ambiente – dice l’assessore Cecchini – per una pratica che contraddistingue da sempre la nostra identità regionale e svolge un importante ruolo nel presidio del territorio. In questi ultimi anni, in Umbria come a livello nazionale, si registra un calo del numero dei cacciatori: sono  circa 27mila quelli umbri. A tutti loro – conclude – voglio augurare il più caloroso ‘in bocca al lupo’, assicurando da parte mia e allo stesso tempo auspicando una proficua collaborazione per i prossimi anni della legislatura, affinché la caccia possa avere un presente e un futuro di certezze, nel rispetto delle leggi, in un rapporto armonico con la natura e con la comunità regionale”.