Omicidio Raggi, confermata la condanna

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La Corte d’assise d’appello di Perugia, dopo poco più di un’ora di camera di consiglio, ha confermato oggi la condanna a 30 anni di reclusione, inflitta in primo grado dal tribunale di Terni con rito abbreviato, nei confronti di Amine Aassoul, il marocchino clandestino di 30 anni accusato di aver ucciso fuori da un locale ternano, nella notte tra il 12 e il 13 marzo 2015, il ventisettenne David Raggi. Accolta la richiesta delle parti civili (famiglia Raggi e Comune di Terni) formulata in udienza, mentre il sostituto procuratore generale Giancarlo Costagliola aveva chiesto la riduzione della pena a 18 anni, escludendo l’aggravante dei futili motivi. La famiglia Raggi ha avviato anche una causa nei confronti del ministero dell’Interno e della Giustizia, il primo per la mancata espulsione del marocchino, il secondo per la mancata esecuzione di un cumulo di pene.