Gubbio: grande affluenza di pubblico per il Festival del Medioevo

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“Per cinque giorni Gubbio ha indossato l’abito di capitale del medioevo italiano. Un ruolo già radicato nell’immaginario collettivo di chi la conosceva, oggi legittimato dal contributo dei massimi studiosi del settore e dalla grande partecipazione di un pubblico di appassionati provenienti da ogni parte d’Italia, e non solo”.

È quanto dichiara il consigliere regionale Giuseppe Biancarelli (Umbria più Uguale).

“L’occasione – spiega Biancarelli – è stata quella della prima edizione del Festival del Medioevo. Sessanta illustri studiosi delle mille facce di quel periodo storico e culturale che va sotto il nome convenzionale di Medioevo hanno raccolto la sfida lanciata dall’organizzazione di svelare e rendere pubblici i risultati della loro attività scientifica. E l’hanno fatto magistralmente, riuscendo ad affascinare un pubblico foltissimo, che ha risposto stipando le sale degli incontri”.

Per Biancarelli “non si è trattato solo di una fitta serie di incontri culturali, perché l’intera città si è fatta teatro di numerose iniziative capaci di richiamo e di partecipazione attiva anche per chi visitava Gubbio senza voler seguire tutti gli incontri con gli autori. Infatti migliaia sono state le persone che hanno percorso le vie del borgo, affollando i luoghi suggestivi dove erano allestiti gli eventi, dagli Arconi di via Baldassini al chiostro del convento di San Pietro, dai due chiostri di quello di San Francesco a Piazza Grande. La città intera ha mostrato ai visitatori il suo volto medievale, che non è solo fondato sulla meravigliosa architettura che la distingue, ma sulla coscienza degli eugubini che, anche senza un festival, da sempre perpetuano attività tradizionali e pratiche antiche. Chi ha partecipato a queste giornate non poteva credere che l’iniziativa fosse alla sua prima edizione, tanto ben integrati apparivano i diversi momenti del programma e tanto qualificanti si presentavano le rievocazioni. E non crediamo che sia stata casuale la forte approvazione espressa da alcuni dei massimi esponenti del mondo accademico, che, come si sa, solitamente non sono tanto generosi con gli archetipi medievali messi in campo dai non addetti ai lavori”.

“Il tessuto architettonico e monumentale della città di Gubbio, grandioso e irripetibile, unito alla straordinaria bellezza ed alla capacità di accoglienza del territorio e dell’intera Umbria, meritano – conclude – che i positivi risultati raggiunti con questa prima edizione vengano sviluppati nei prossimi anni. Lavoreremo, pertanto, per farne uno dei grandi eventi della nostra Regione e per conferirgli un respiro internazionale”.