Celebrazioni del 25 Aprile

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Hanno preso il via alle dieci al Cimitero civico le celebrazioni del 25 Aprile a Perugia, con la deposizione delle corone di alloro al Sacello dei Caduti e delle medaglie d’oro alla Re-sistenza sulle tombe dei decorati, da parte delle autorità civili e militari. Quindi, in Borgo XX Giugno, si è svolta la commemorazione di fronte alla lapide che ri-corda l’eccidio del 17 marzo 1944 al Poligono di Tiro, alla presenza del Sindaco di Peru-gia, Andrea Romizi, della Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, della Consi-gliera Erika Borghesi in rappresentanza della Provincia di Perugia e del Prefetto Raffaele Cannizzaro. Erano presenti anche le parlamentari Galgano e Cardinali, gli assessore co-munali Barelli, Bertinelli, Casaioli, Severini e Wagué, i consiglieri comunali Bistocchi, Bo-ri, Sorcini e i consiglieri regionali Lionetti e Rometti, oltre ai comandanti delle diverse for-ze dell’ordine locali. Il Sindaco Andrea Romizi, nel suo discorso, si è rivolto ai giovani, con il presupposto che Perugia è Capitale italiana dei Giovani. “Questo titolo -ha detto- ci obbliga ad uno sguardo di prospettiva verso il futuro, ma non senza cognizione della nostra memoria storica. E ciò non solo per gratitudine nei confronti di coloro che ci hanno indicato la via, ma anche per-ché il loro sacrificio è più attuale che mai. Mi rivolgo -ha proseguito il Sindaco- ai giovani di allora e a quelli di oggi. Dei primi voglio ricordare il sacrificio che hanno fatto, in nome della speranza, di un futuro in cui credevano fino a dare la loro vita.” Ai secondi, soprattu-to ai quei ragazzi di oggi, lontani dalle istituzioni, disattenti rispetto alle istituzioni, il Sin-daco ha invece rivolto l’invito a riavvicinarsi responsabilmente alla politica. Per farlo ha ricordato le parole di Giacomo Ulivi, scritte in una lettera indirizzata agli amici poco pri-ma di essere fucilato: “(…) E, se ragioniamo, il nostro interesse e quello della “cosa pub-blica” finiscono per coincidere.” -scriveva Ulivi- “Appunto per questo dobbiamo curarla direttamente, personalmente, come il nostro lavoro più delicato e importante. Perché da questo dipendono tutti gli altri, le condizioni di tutti gli altri. Se non ci appassionassimo a questo, se noi non lo trattiamo a fondo, specialmente oggi, quella ripresa che speriamo, a cui tenacemente ci attacchiamo, sarà impossibile.”
Romizi ha quindi esortato i giovani e gli adulti di oggi a conoscere e a ricordare il 25 aprile perché, facendo proprie le parole del Presidente della Repubblica Mattarella, la democra-zia e la libertà non sono mai conquistate per sempre
Le autorità si sono quindi spostate in Via Masi per la cerimonia in memoria di tutti i caduti davanti all’Ara Pacis, sulla quale sono state deposte corone di alloro. Le celebrazioni si sono concluse con la consegna delle medaglie da parte della Prefettura di Perugia.