“Il Balletto del Sud”: al Teatro Secci di Terni

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Il Balletto del Sud, uno delle più note e apprezzate compagnie di danza del panorama nazionale, approda al Teatro Secci di Terni martedì 14 e mercoledì 15 marzo, alle 21, con Le quattro stagioni. La coreografia realizzata da Fredy Franzutti prende spunto dalle stagioni per una riflessione sulle fasi della vita umana. Le stagioni della vita, o meglio dei sentimenti, non dettate da mutamenti repentini cadenzati dal calendario, ma legate alla reazione emotiva dell’individuo agli eventi che accadono. Franzutti lega i diversi quadri coreografici con i versi del poeta inglese (americanizzato nel 1939) Wystan Hugh Auden. I testi sono affidati all’attore Andrea Sirianni, interprete fine e sensibile. Alle note familiari di Vivaldi si alternano in contrasto le non-melodie ritmate di John Cage che non solo ci portano alle esigenze dell’uomo moderno (al dissapore e all’amarezza che il confronto con la società ha generato), ma anche alle straordinarie potenzialità espressive di questa età dell’ansia che abbiamo chiamato contemporaneità. Se dunque la personale primavera è il rapporto con l’amore, il calore dell’estate è l’allegoria dell’immobilità, intesa come inabilità e incapacità di cambiamento, o come disinteresse delle disgrazie altrui. L’autunnale caduta delle foglie e l’arrivo della pioggia insistente ci riporta alla routine dei pendolari, al modo pratico e consueto di procedere nell’attività quotidiana. Il rumore dei tuoni ci rinnova la paura delle persecuzioni, l’ingiallimento della natura rimanda alla consapevolezza d’appartenenza a una società incline al marcire e spaventati dall’oscurità delle nubi, perché non vediamo dove stiamo, ci sentiamo (come scrive Auden) persi in un mondo stregato, bambini spaventati dalla notte. Il gelo invernale cala con la morte: la fine del rapporto, la morte del compagno di viaggio, la morte della persona amata. La morte che rende inutile qualsiasi reazione. “Tirate giù il sole, svuotate gli oceani e abbattete gli alberi. Perché niente servirà più a niente”. Ma le stagioni delle emozioni, come le stagioni metereologiche, non durano per sempre e anche quelle ritornano, si alternano, ci sorprendono: dopo il gelido inverno di un terribile lutto può ritornare una primavera d’amore. Scopriamo che l’alternarsi delle stagioni delle emozioni altro non è che la Vita, in una società con la paradossale centralità riservata a chi non conta nulla – quei cittadini ignoti che il potere modella come cera, l’industria sfrutta come servi e l’arte canta come eroi. Uno spettacolo di successo, con artisti straordinari. Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita. E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria www.teatrostabile.umbria.it.