Assemblea Legislativa: si continua a parlare del caso “Dentix Italia”

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Assemblea Legislativa: si continua a parlare del caso “Dentix Italia”. A presentare un’interrogazione a risposta scritta è il consigliere Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria)

All’interno dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria si continua a parlare del caso “Dentix Italia”.È il consigliere Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria) a chiedere, tramite una interrogazione a risposta scritta,

“quali urgenti iniziative intende mettere in campo la Giunta Regionale in favore dei cittadini/pazienti ‘beffati’ da Dentix Italia, soprattutto riguardo a quelli che non hanno concluso neanche il trattamento terapeutico”.

Lo stesso Fora ricorda che

“sono numerosi anche in Umbria i pazienti coinvolti nella vicenda della chiusura di Dentix Italia, la catena odontoiatrica che fa capo alla Dentix Spagna e che ha fatto richiesta in tribunale di istanza pre-fallimentare ed è presente in Italia con 57 ambulatori, concentrati in 12 regioni. Molti pazienti si sono rivolti alla Federconsumatori Umbria riferendo di essere stati direttamente contattati telefonicamente dalle società finanziarie per trovare una soluzione per mantenere in essere il contratto di finanziamento stipulato in precedenza. Federconsumatori ha scritto, in rappresentanza dei pazienti, molti dei quali gravemente beffati da Dentix e alcuni rimasti a metà del trattamento ‘terapeutico/sanitario’ o che comunque è stato loro interrotto anche con pregiudizio per  lo stato di salute, alla Regione e alle Asl, per chiedere in loro favore un intervento sanitario pubblico ma, ad oggi, nessuna risposta sarebbe stata loro inviata. In particolare vista la gravità della situazione di questi cittadini, l’associazione chiedeva di conoscere le strutture e i servizi abilitati ad effettuare gli accertamenti clinici urgenti, ad esempio ortopanoramiche, necessari a verificare l’entità dei trattamenti già eseguiti da Dentix, la corretta esecuzione degli stessi e le ulteriori cure da effettuarsi. Nella medesima lettera si chiedeva inoltre la possibilità di creare condizioni di accesso urgente e prioritario in modo da non aggravare ulteriormente le condizioni dei pazienti”.