“Allargare la conferenza sul futuro dell’Ast”

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Ast Terni Foto ANSA

“Allargare la conferenza sul futuro dell’Ast”. La nota di Fabio Paparelli (PD)

“Avevamo chiesto di convocare la Conferenza regionale dell’economia e del lavoro, unico istituto riconosciuto e disciplinato dallo Statuto della Regione, per discutere del futuro delle acciaierie, dell’economia ternana e delle prospettivo di sviluppo della seconda città dell’Umbria. Ma ‘qualcuno’ ha deciso di ignorare l’atto approvato dal Consiglio regionale convocando una generica conferenza per il prossimo 8 ottobre sul tema ‘Il futuro di AST e lo sviluppo industriale ed occupazionale della conca ternana'”.

Lo denuncia il portavoce delle opposizioni in Assemblea legislativa, Fabio Paparelli, in una lettera indirizzata al presidente Marco Squarta e per conoscenza all’Ufficio di presidenza. Paparelli esprime

“stupore e preoccupazione, per la scelta di ignorare la mozione approvata dal Consiglio regionale proponendo un incontro in tono minore, quasi informale, sminuito e derubricato a mera, sbrigativa e generica conferenza. Un fatto ancora più grave a fronte della grande preoccupazione esistente per il futuro economico della città, dopo mesi e mesi di richieste inascoltate delle parti sociali. La partecipazione a questo necessario momento di confronto deve essere ampliata nel rispetto delle attuali regole per il contenimento della diffusione del Covid, a tutti gli stakeholders istituzionali economici e sociali che possano dare un contributo fattivo ai lavori della medesima conferenza che deve, secondo quanto convenuto, assumere i caratteri di Conferenza regionale dell’economia e del lavoro. Appare inoltre evidente la necessità di rivedere i tempi previsti per gli interventi: 10 minuti per ogni membro di Giunta e addirittura solo cinque minuti per ogni capogruppo e portavoce sono fortemente penalizzanti per la minoranza e complessivamente la tempistica assegnata appare riduttiva rispetto all’importanza della giornata in relazione al futuro del sito siderurgico del ternano e dell’economia dell’Umbria del sud”.