A Paciano antropologi e storici a spasso tra le colline del Perugino

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Paciano, la notte delle stelle cadenti apre la Festa d'agosto

Antropologi, archeologi, storici dell’arte, studiosi e appassionati: è stata molto partecipata, lo scorso fine settimana, la passeggiata del Fai su “I paesaggi locali tra arte e contemporaneità” tra Panicale e Paciano. Dal borgo storico di Panicale, dopo aver apprezzato i grandi artisti Caporali e Perugino, il gruppo si è mosso alla volta di Paciano. Durante il percorso è stata fatta una tappa alla piccola chiesa del Ceraseto, per ammirare un’altra opera del Caporali e il paesaggio che dalle colline si apre verso il lago. Lo studio del paesaggio è un impegno del FAI, che con la giornata del 13 giugno ha continuato a tenere vivo il dibattito sui paesaggi dell’Umbria, grazie alla collaborazione con TrasiMemo (la Banca della Memoria del Trasimeno), all’attenzione della Scuola di Specializzazione in Beni DEA dell’Università degli Studi di Perugia, della Regione Umbria e dei Comuni di Città della Pieve, Paciano e Panicale.

“É questo un modo – spiegano i promotori – per riflettere e diffondere conoscenze, che è cominciato con l’incontro di Città della Pieve il 30 maggio quando si è svolta la giornata di geologia e turismo, dedicata sempre ai paesaggi del Perugino, prendendo spunto da ricerche dall’Università degli Studi di Urbino, che con la professoressa Nesci ha progettato analisi di ricerca su Piero della Francesca”.

Particolarmente utile si è rivelato il contributo di esperti della Regione Umbria che hanno parlato del Piano Paesaggistico Regionale e del Contratto di Paesaggio. Il FAI presente assieme alle Istituzioni ha contribuito alla riflessione libera da stereotipi, portando esempi concreti con gli interventi di TrasiMemo e dell’Università di Perugia.