Case popolari, Umbria Civica: “non possono essere rifugio per chi ha commesso reati”

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“Le case popolari devono essere un diritto per chi è davvero in difficoltà, ma mai a scapito della legalità*

   

“Leggiamo con sorpresa le parole dell’assessore Barcaioli -si legge in una nota di Umbria Civica –  che, di fronte a esclusioni dalle graduatorie per violazioni delle norme vigenti, propone di modificare la legge regionale. Ricordiamo che quelle regole – incluso il requisito dell’incensuratezza – furono introdotte proprio per garantire trasparenza, equità e sicurezza sociale, e per tutelare i cittadini onesti che rispettano le regole.

Siamo convinti che le fragilità e le emergenze vadano affrontate con strumenti sociali adeguati, ma non cancellando principi di responsabilità e di giustizia. Le case popolari non possono diventare un rifugio per chi ha commesso reati. La legalità non è un ostacolo, ma la condizione minima per costruire comunità solidali. Difendere i più deboli significa anche difendere chi aspetta da anni in graduatoria nel rispetto delle regole.

E fa riflettere che Barcaioli, dello stesso partito della deputata Salis – nota per aver difeso occupazioni di case – oggi sembri inseguire quella stessa linea.

Noi crediamo invece che chi governa debba scegliere la strada della legalità e della coerenza, non quella delle scorciatoie.

Per questo, invece di smontare criteri di garanzia, servono:
–  più controlli sulle graduatorie,
– recupero e manutenzione degli alloggi vuoti,
–  tempi rapidi per le assegnazioni.

Chi governa non può oscillare tra annunci e retromarce: la coerenza si misura nella capacità di unire diritto alla casa e rispetto della legge”