Sulla Orte-Falconara è botta e risposta

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‘Cancellata dal Pnrr’ sostiene Paparelli, Pd. Ma Melasecche assicura: ‘nessun definanziamento’

   

Botta e risposta sulla Orte Falconara tra esponenti dell’opposizione e della Giunta regionale. Per il consigliere regionale del Pd Fabio Paparelli “l’assessore ai Trasporti della Regione Umbria, Enrico Melasecche, prenda atto del suo fallimento più eclatante consumato sulla Orte Falconara.

L’opera più importante e più attesa, che avrebbe collegato Umbria, Marche e Lazio, è stata infatti cancellata dal Pnrr per opera del ministro dei Trasporti Salvini che, ha preferito dirottare alle regioni del Nord le risorse destinate a quelle del Centro Italia”. Parla quindi di situazione “incresciosa che ricorda quanto lo stesso Salvini fece qualche anno fa con i fondi stanziati per Terni sul piano periferie: furono dirottati notte tempo sempre in direzione nord Italia”. “Ricordiamo che con la riformulazione del Pnrr – spiega Paparelli in una nota -, il Governo Meloni, non altri, su indicazione di Salvini, ha recentemente cancellato ogni riferimento e ogni risorsa che era stata destinata, in prima stesura, al raddoppio della ferrovia Orte Falconara. Altro che attacchi strumentali del Pd. Quelle che appaiono strumentali sono invece le dichiarazioni dell’assessore Melasecche che dovrebbe innanzitutto prendere atto della sua irrilevanza, visto che il suo segretario di partito nonché ministro dei Trasporti, non ha tenuto in minima considerazione le sue ragioni. Al contrario, se questa scelta è stata da lui stesso condivisa abbia almeno il coraggio di dirlo pubblicamente. In entrambi i casi – conclude Paparelli – non può esimersi dal condividere la responsabilità di un grave scempio compiuto a danno dello sviluppo dell’Umbria e del centro Italia”. ********”Per l’assessore Melasecche invece “la messa in sicurezza della Orte-Falconara sta procedendo regolarmente, non avendo subito il minimo definanziamento”. “È veramente triste – aggiunge – continuare a leggere interventi copia e incolla, che ripetono le stesse parole trite dei primi comunicati, da parte di esponenti del Pd, sindaci che parlano in modo folcloristico di ‘delitti’, ex assessori comunali di venti anni fa che riappaiono improvvisamente per discettare sulla soppressione dei progetti di raddoppio della Orte-Falconara, addirittura ex segretari regionali del Pd defenestrati e passati a formazioni parallele, noti per la totale vacuità di quanto hanno prodotto nelle loro funzioni, che ripetono a pappagallo frasi fatte, alcune basate sul nulla o su errori marchiani frutto di incompetenza”. “La pletora di coloro che nei decenni hanno governato e sgovernato Trasporti e Infrastrutture lasciando processi penali in corso, fallimenti clamorosi e debiti a profusione e che sulla Orte-Falconara – sostiene Melasecche in una nota di Palazzo Donini – hanno prodotto nulla se non ritardi disastrosi, adesso si esercitano in gorgheggi di varia natura. Sono costretto a deludere tanti menagrami perché le cose stanno andando in modo molto diverso, sia sulla Orte-Falconara che sulla Foligno-Terontola e sulla Fcu, prossima alla completa riapertura in modalità elettrica, sia a livello stradale: dall’apertura della Guinza sulla E78 con i progetti dei due lotti umbri finalmente in fase di predisposizione, dal raddoppio della Perugia-Ancona nell’unica tratta mancante della Valfabbrica-Casacastalda alla realizzazione della Mocaiana-bivio Pietralunga, il cui cantiere abbiamo da alcuni mesi consegnato, alla Tre Valli con il primo stralcio che vede il cantiere in apertura nei prossimi mesi, dal Nodino alla Variante Sud Ovest di Terni, finanche alla rete estesa dei cantieri di manutenzione straordinaria Anas che, con fatica ma con risultati altrettanto positivi, hanno visto e stanno vedendo nei quasi quattro anni di governo regionale di centrodestra completare un programma di rigenerazione che l’Umbria non ha mai conosciuto nel corso della sua storia. In particolare il tam tam odierno sulla Orte-Falconara attacca la Giunta Tesei che ha fatto e sta facendo il massimo. Su questa linea in Umbria finora due erano gli emblemi della inconcludenza dei nostri predecessori. Quello del cantiere del raddoppio ferroviario della tratta Campello-Spoleto che durava da oltre venti anni e a cui, grazie alla nostra determinazione, è stato finalmente impressa una velocizzazione che porterà alla inaugurazione entro il 2024. E quello della cattedrale nel deserto della piastra logistica di Terni e Narni in allacciamento proprio alla Orte-Falconara, finanziato per 12 milioni di euro, il cui progetto cantierabile, unitamente alla gara per la gestione (analogamente a quella di Città di Castello) stiamo conducendo in porto. Non solo, non esisteva uno straccio di progetto per il raddoppio della tratta Terni-Spoleto, perché il nulla cosmico prodotto negli ultimi quindici anni dalle Giunte di sinistra aveva partorito un topolino, cioè una ipotesi di canna unica dal costo di circa 500 milioni di euro che se fosse mai stata realizzata non costringerebbe oggi noi a dover lavorare, con la nuova normativa che impone due canne da 19 chilometri l’una, quindi 38 chilometri di galleria dal costo salito alle stelle per responsabilità evidenti di chi si è gingillato in decine e decine di convegni inconcludenti con i treni che transitano a 50 chilometri l’ora sulla gola di Giuncano. Nel frattempo con i fondi Pnrr stanziati per la velocizzazione e la messa in sicurezza della Orte-Falconara sta procedendo regolarmente, non avendo subito il minimo definanziamento. Quando Trenitalia ci consegnerà dal 2025 i 12 nuovissimi treni da 200 chilometri orari che abbiamo difeso in tutti i modi, le cose andranno anche meglio. Va detto, per serietà di impostazione e perché una politica di buon governo non nasconde le difficoltà, e solo gli sciocchi la buttano in caciara, che l’intero completamento del raddoppio e della velocizzazione della Orte-Falconara da Terni a Fabriano comporta un finanziamento che, valutato parametricamente, in assenza di un progetto esecutivo delle singole tratte cui stiamo lavorando, si può stimare in circa 5 miliardi fra Umbria e Marche. Notizie queste che non ho mai né sottovalutato né nascosto. Quindi? Conviene gettare tutto alle ortiche, come si augurano in cuor loro i non pochi coristi del Pd e cespugli vari, in modo da gridare all’incompetenza e all’inconcludenza della giunta Tesei, unico vero motivo di questa azione di avvelenamento dei pozzi in vista delle prossime elezioni comunali e regionali, oppure proseguire indefessamente nel conseguimento di risultati inoppugnabili in modo da portare a casa il massimo possibile che il contesto politico, economico finanziario e di bilancio del Paese consente?. Noi proseguiamo su questa strada, senza se e senza ma, certi dei risultati che stiamo producendo e che tutti gli umbri apprezzeranno. Su quanto poi dichiarato dal Ministro Salvini e cioè che tutti i progetti impossibilitati a concludersi nel 2026 con finanziamenti Pnrr (anche un bambino comprende che forare montagne per decine di chilometri con opere di difficoltà superiore a quelle realizzate nell’arco alpino comporta la disponibilità di ‘talpe’ che non esistono in numero sufficiente in Italia e di finanziamenti pari a circa la metà del Ponte sullo Stretto di Messina) verranno rifinanziati con altri fondi negli anni successivi, ritengo ci sia solo da prenderne atto. La nostra Giunta sta dimostrando con i fatti la propria visione strategica, che include il completamento del raddoppio di quella linea che riteniamo essenziale non solo per le regioni Umbria, Marche e Lazio, ma per l’intero Paese. È per questo che respingiamo ai mittenti una certa polemica da barzellettiere in questo scorcio post ferragostano. La banalizzazione strumentale di temi così importanti per il Paese e per la ‘Italia di mezzo’, nelle obiettive difficoltà tecniche e finanziarie da affrontare, vedono le forze di opposizione, piuttosto che unite nella richiesta di dare loro soluzione, una perenne polemica nel gioire degli auspicati fallimenti”.