Sono 1.100 le terze dosi di vaccino somministrate in Umbria

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Vengono inoculate nei punti vaccinali ospedalieri

   

Dal 20 al 28 settembre sono state 1.100 le terze dosi di vaccino Covid somministrate nei punti ospedalieri dell’Umbria ai soggetti sottoposti a trapianto di organo solido o con marcata compromissione della risposta immunitaria. A fornire il dato è l’Assessorato regionale alla Salute. Al 28 settembre il punto vaccinale ospedaliero di Perugia ha somministrato 520 terze dosi e quello di Terni 80. Negli ospedali dell’Usl 1 le terze dosi sono state 200, 97 all’ospedale di Città di Castello, 30 a Pantalla e 73 a Branca, mentre negli Hub vaccinali ospedalieri dell’Usl 2 , sono state somministrate complessivamente 310 terze dosi, di queste 174 a Spoleto, 30 ad Orvieto, 106 a Foligno. A seguito delle disposizioni ministeriali la Regione – si legge in una sua nota – si è attivata affinché anche agli ospiti, agli operatori dei presidi residenziali per anziani e ai soggetti con età superiore agli 80 anni venga somministrata la terza dose “booster”. Nei presidi residenziali per anziani e agli ultraottantenni la dose “booster” di vaccino verrà somministrata attraverso un intervento organizzato dai direttori di distretto, anche mediante il coinvolgimento dei direttori sanitari delle stesse strutture.

Per i soggetti con età superiore agli 80 anni che non sono nelle strutture, la somministrazione verrà gestita presso i punti vaccinali attivi nel territorio. Gli interessati riceveranno un sms con il quale verrà comunicata la possibilità di sottoporsi all’inoculazione sia mediante prenotazione sia con accesso diretto, mentre per i soggetti fragili a domicilio verrà valutata, in sede di accordo regionale con i medici di medicina generale, la possibilità di procedere secondo la stessa modalità utilizzata per le prime e seconde dosi. La Regione Umbria – si legge ancora nella sua nota –

“sta applicando sul territorio tutte le disposizioni nazionali per garantire la sicurezza delle persone fragili e degli anziani, ma è indispensabile che tutti coloro che se ne prendono cura anche in casa siano vaccinate, così come previsto dall’ultimo decreto che impone su tutto il territorio nazionale l’obbligo del Green pass anche a badanti e colf”.

L’Assessorato alla Salute della Regione Umbria sottolinea che

“da sempre ha dedicato la massima attenzione alla salute dei più fragili e in questo contesto, la casa diventa il luogo primario da difendere. Va ricordato che se la casa è protetta dal Covid, diventeranno sempre più sicuri anche i luoghi di lavoro e di svago e si eviterà di sovraccaricare gli ospedali con ricoveri che potrebbero essere evitati”.