Vaccino anti-aterosclerosi: passo in avanti della ricerca

831
 

Vaccino anti-aterosclerosi: passo in avanti della ricerca. Un’alternativa ai farmaci che può consentire a milioni di individui di evitare rischi vitali. Sperimentazione ok sui topi e su campioni di sangue umano

Nella malattia aterosclerosi, le placche contenenti colesterolo si formano nelle pareti dei vasi, causando un restringimento delle arterie e aumentando notevolmente il rischio di infarto e ictus.

L’uso recente di farmaci anti-colesterolo, come ad esempio le statine, ha ridotto gli eventi cardiovascolari causati dall’aterosclerosi del 35%, ma milioni di individui rimangono comunque a rischio per questa patologia.

Quindi un’aggiunta ai farmaci o un’alternativa auspicabile, potrebbe essere rappresentato da un intervento per prevenire del tutto la formazione della placca.

Un nuovo lavoro pubblicato sulla rivista “Circulation” condotto dai ricercatori del La Jolla Institute for Allergy and Immunology sostiene la possibilità di prevenirne la formazione.

Il cosiddetto “colesterolo cattivo” è in realtà un amalgama del colesterolo lipidico trasportato sulla lipoproteina a bassa densità, o “LDL”.

Per creare il nuovo vaccino, il team di ricercatori dell’Istituto La Jolla ha progettato un breve tratto (o peptide) della proteina LDL principale.

La vaccinazione ha avuto successo in topi con aterosclerosi con una piccola porzione di proteina modificata di “colesterolo cattivo”.

La vaccinazione ha ridotto i livelli di placca nei topi ed in altri esperimenti condotti con campioni di sangue umano.

Nonostante i ricercatori fossero a conoscenza che l’aterosclerosi avesse una componente infiammatoria, fino a poco tempo fa non avevano trovato un modo per contrastarla. Questa ricerca ha permesso loro di scoprire che la vaccinazione ha ridotto effettivamente il carico di placca, espandendo una classe di cellule T protettive che frenano l’infiammazione.

Questo studio oltre ad avere un impatto importante sulla salute di milioni di individui, esemplifica la vaccinologia di prossima generazione.

La componente immunogenica della maggior parte dei vaccini utilizzati attualmente è un mix di molecole costituite da patogeni morti o indeboliti, un approccio non lontano da quello usato da Jenner per creare un vaccino contro il vaiolo.

Immunogeni patogeni interi non sono applicabili a malattie non infettive, come l’aterosclerosi o il cancro, e l’autore dello studio sostiene che i vaccini ingegnerizzati li stanno sostituendo.

Già il vaccino peptidico del papilloma umano (HPV), recentemente sviluppato contro il cancro del collo dell’utero, è la svolta verso la progettazione di vaccini sempre più specifici. Una volta che si arriverà ad essere in grado di manipolare la risposta immunitaria con un singolo peptide o epitopo, si potranno creare più vaccini altamente mirati con un minor numero di risposte non specifiche.

Questa ricerca è la prova che tale obiettivo è fattibile contro l’aterosclerosi, ma in nessun modo suggerisce che i milioni di persone al mondo, che ora assumono statine, dovrebbero scartare le loro prescrizioni.

È necessario quindi più lavoro per creare un vaccino appropriato per l’uso umano. C’è persino la speranza che un vaccino contro l’aterosclerosi sia ancora efficace nei soggetti trattati con statine.

Si evince in conclusione che un vaccino ampiamente disponibile, che possa impedire la formazione della placca, potrebbe prevenire attacchi cardiaci fatali in persone apparentemente sane, con valori ematici di colesterolo normale, a cui si diagnostica la malattia aterosclerotica ex post.

Dott.ssa Federica Rondoni