“Saxa Gualdo Tadino, cassa integrazione e misure di rilancio della produzione”

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Simona Meloni (Pd) annuncia la presentazione di una interrogazione

“Siamo preoccupati per la ex Tagina, oggi Saxa Srl di Gualdo Tadino, ferma da circa due anni per il caro energia e ora alle prese con l’avvio tormentato di una nuova stagione. Entro l’estate, infatti, dovrebbe subentrare un nuovo socio per riavviare la produzione ma, nel frattempo, i lavoratori rischiano di rimanere senza alcun ammortizzatore sociale, ad oggi in scadenza il prossimo 13 marzo”.

   

Così in una nota la capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Simona Meloni, presentando una interrogazione nella quale chiede alla Giunta

“se siano previsti ulteriori strumenti di sostegno per i lavoratori e se, attraverso l’interlocuzione con il Ministero, ci siano altri imprenditori del settore che possano intervenire per risollevare le sorti dell’azienda. L’economia della fascia appenninica, negli ultimi anni – dice Meloni – è stata caratterizzata da chiusure e delocalizzazioni, che hanno portato ad un progressivo spopolamento dell’area. Tra queste situazioni di difficoltà c’è la ex Tagina Ceramiche, rilevata nel 2018 da Saxa Gress Srl, attiva nella produzione di ceramica green e con altri due stabilimenti ad Anagni e Roccasecca. In tutti gli stabilimenti la produzione è ferma da due anni a causa dell’impennarsi dei prezzi dell’energia. Negli anni sono stati centinaia i lavoratori impiegati. Ad oggi sono 100, in cassa integrazione da luglio 2022 con un provvedimento scaduto il 31 dicembre scorso. In un incontro lo scorso 17 gennaio al Ministero delle Imprese, è stato deciso di prorogare la cassa per altri mesi, fino al 13 marzo 2024. Una boccata di ossigeno in attesa del prossimo incontro, tra febbraio e marzo, durante il quale l’azienda dovrebbe presentare un nuovo piano industriale in cui far entrare anche un nuovo investitore con una dotazione di circa 60 milioni di euro. L’azienda, dopo il no al progetto del termovalorizzatore, ha ribadito anche l’intenzione di mettere in funzione il biodigestore. In questo quadro complessivo – prosegue Meloni – c’è la preoccupazione del sindacato, in ansia per questa situazione di precarietà e di stallo, nell’attesa di un partner esterno che porti con sé la liquidità necessaria per far ripartire la produzione. Ecco dunque la necessità di un ammortizzatore sociale che copra i lavoratori dal 13 marzo fino alla ripresa della produzione, che non avverrà realisticamente prima della fine dell’estate. Allo stesso tempo servono anche azioni di rilancio che non siano solo di cassa integrazione, considerando che il settore della ceramica vive una difficoltà propria legata ad un mercato internazionale attualmente in recessione. Serve – conclude – un passo concreto nella direzione dei lavoratori e della tutela del territorio”.