‘Questione droga’: in Umbria è emergenza

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‘Questione droga’: in Umbria è emergenza. La Comunità Incontro lancia l’allarme: “Perugia e Terni al secondo al quinto posto in Italia per morti da overdose”

Continua il trend negativo per l’Umbria in materia di policonsumo e morte per overdose. La notizia di un quarantacinquenne rinvenuto in fin di vita a Perugia, seconda in Italia per decessi di overdose e del blitz a Terni condotto dalle forze dell’ordine che ha portato all’arresto di un gruppo di 19 persone che avrebbe gestito ingenti quantità di cocaina, eroina, hashish, marijuana.

L’Umbria si conferma maglia nera in Italia: una persona su dieci fa uso di droghe con Perugia e Terni che si posizionano rispettivamente al secondo e al quinto posto per morti di overdose.

Eroina, assunzioni di bevande alcoliche associate all’assunzione di pasticche di ecstasy, anfetamine, cocaina, sono i fattori principali di morte nella nostra regione causata da overdose.

“Lo scenario attuale è molto complesso e articolato rispetto al passato, afferma Giampaolo Nicolasi responsabile di struttura della Comunità Incontro; occorre pertanto un supplemento di analisi razionale del fenomeno senza facili esemplificazioni e un senso di responsabilità a tutto campo da parte di tutti gli attori, pubblici e privati, secondo il principio di sussidiarietà orizzontale e verticale. Basti pensare che a differenza del passato, oggi il mercato offre la possibilità al consumatore di confezionarsi il proprio prodotto in base ad esigenze personali.

Sempre più giovani sperimentano oppioidi sintetici ottenuti prevalentemente via internet.

Non c’è dubbio  che l’overdose – aggiunge Nicolasi – rimane l’emergenza principale: non solo quelle tradizionali  causate da eroina e alcool ma quelle associate a infarti e ictus per abuso di cocaina e di crack o per ipertermia letale per eccesso di anfetamine e metanfetamine”.

Dati allarmanti, che rimandano ad un’emergenza anche educativa, l’aumento significativo in termini percentuali di minori, come confermato dal nostro osservatorio, che ricorrono all’uso di sostanze di ogni tipo.  Il fenomeno riporta alla pressione del “gruppo dei pari” e al bisogno di socializzazione, di appartenenza e di identità.

Altro fenomeno che desta preoccupazione è il gioco d’azzardo patologico, con una quota significativa pari a 95 miliardi sottratta all’economia sana, una dipendenza che porta letteralmente a “giocare con la vita”- afferma Nicolasi,  e che coinvolge un target sempre più eterogeneo senza differenze di età o sesso, padri di famiglie, anziani e ragazzi poco più che adolescenti.

Sono sempre più convinto, conclude Giampaolo Nicolasi, che occorra senza “se” e senza “ma” rilanciare un piano Marshall in materia di prevenzione, non può la prevenzione continuare ad essere la Cenerentola delle politiche sanitarie.