Perugia si colora di rosso per la Giornata contro la violenza sulle donne

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Perugia si colora di rosso per la Giornata contro la violenza sulle donne. L’amministrazione comunale resta in prima linea nonostante la pandemia

 

Era il 1999 quando l’Organizzazione delle Nazioni Unite istituiva la Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne, invitando i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. Da quel giorno, in tutto il mondo, il 25 novembre di ogni anno si sono moltiplicate le occasioni di sensibilizzazione, eventi di protesta e manifestazioni di vicinanza alla causa delle tante donne vittime di violenza (fisica, psicologica, economica…).

Il Comune di Perugia è solito stilare un ricco calendario di eventi a tema, spesso in collaborazione con gli altri enti istituzionali e con le associazioni del territorio.  Anche in questo caso come per altre celebrazioni in questo periodo, le tante iniziative hanno dovuto cedere il passo all’emergenza sanitaria ed alle misure di contenimento del contagio.

Nonostante questo l’Amministrazione vuole comunque dimostrare la sua vicinanza e la sua sensibilità al tema del contrasto alla violenza sulle donne; lo farà in primo luogo accendendo tutti i monumenti della Città di colore rosso, il colore simbolo di questa lotta.

“Quest’anno – afferma l’Assessore alle Pari opportunità del Comune di Perugia Edi Cicchi – avevamo in programma diverse attività, mostre tematiche, inaugurazioni di vie dedicate a donne che hanno fatto della loro vita anche un veicolo per il superamento di stereotipi di genere. Purtroppo abbiamo dovuto mettere quasi tutto in stand-by a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria. Appuntamenti che però non sono cancellati ma solo rimandati nel breve periodo; anche perché crediamo che quella contro la violenza sulle donne sia una battaglia che vada portata avanti non solo in determinate ricorrenze ma tutto l’anno. In questo particolare periodo, a causa del lockdown e poi delle ulteriori restrizioni che sono state adottate per questa seconda ondata, molte donne si sono ritrovate chiuse in casa e questo ha acuito un disagio già importante che vede crescere sempre più il numero dei femminicidi a fronte di ancora troppa paura di denunciare. Tutto si è rallentato ma non l’impegno che sta portando a compimento il percorso avviato nel 2014 e che ci ha visti protagonisti insieme ai Centri Anti-Violenza, alla Regione Umbria ed altri soggetti istituzionali del territorio, per la problematica della gestione delle strutture e dei servizi dedicati alle donne vittime di violenza. Una rete di servizi che finalmente tramite lo step dell’autorizzazione diventano strutturali e dunque destinatari di risorse certe. Si tratta di un traguardo di grandissima importanza per l’erogazione di certi servizi che ogni anno letteralmente salvano tante donne, fornendogli protezione, assistenza psicologica, giuridica e tutto ciò di cui una donna può aver bisogno per uscire dalla spirale della violenza”.