Nel perugino ogni 48 ore un’impresa “cala” le serrande

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A Perugia cresce il numero delle imprese
 

Nel territorio provinciale del capoluogo umbro fallisce un’impresa ogni due giorni. È questo il dato allarmante, relativo al primo semestre 2017, che la Camera di Commercio di Perugia ha appena pubblicato sul proprio sito istituzionale. Nello specifico, in tutta la provincia, già sono 46 le imprese in default durante questi primi tre mesi dell’anno, mentre la Guardia di Finanza sospetta che siano almeno 20 i milioni di euro della criminalità infiltrati nei fallimenti in Umbria. Inoltre, a livello regionale, nel 2016, si è registrato un tasso di fallimento delle imprese più elevato rispetto alla media italiana. Le aziende che falliscono sono, in prevalenza, di recente costituzione e interessano maggiormente i settori del manifatturiero, del commercio e delle costruzioni. Sempre secondo la Camera di Commercio di Perugia, la causa principale dei fallimenti è legata all’accesso al credito. Motivazione che la maggioranza degli imprenditori, degli operatori economici, dei cittadini e dei lavoratori, possono confermare ampiamente.

“I dati che confermano il declino dell’Umbria – ha spiegato Stefano Vinti, responsabile dell’associazione culturale Umbrialeft – si susseguono a ritmo incalzante. La crisi economica regionale, segnata anche da questo elevato numero di aziende in bancarotta, avviene nella distrazione della politica, sia di governo, con il Partito Democratico, che di opposizione, ovvero destra e Movimento 5 Stelle. Solo con una svolta radicale nelle politiche economiche dell’Umbria e con la fuoriuscita da quelle liberiste, imposte da questa Europa e dai governi nazionali, si potrà contrastare efficacemente il declino della nostra regione. A maggior ragione occorre l’intervento di una nuova sinistra, che con idee alternative, praticabili ed efficaci, sostenga i lavoratori, gli artigiani, i piccoli esercenti, gli studi professionali, la piccola e la media impresa”.