La nuova normativa sugli “ecoreati” e la gestione dei controlli ambientali

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In una Sala dei Notari gremita si è affrontato questo pomeriggio il tema degli ecoreati, alla luce della nuova normativa, che individua e persegue i crimini contro l’ambiente come ‘delitti’. Organizzato da Arpa Umbria, l’incontro ha messo in evidenza la fatica che la tutela dell’ambiente ha fatto, nel tempo, nel nostro paese, per mettere in sintonia l’ordinamento normativo con la percezione sociale crescente del bisogno di un ambiente pulito e salubre. Nel portare i saluti dell’Amministrazione, il Vicesindaco Urbano Barelli, nella sua veste anche di Assessore all’Ambiente, ha sottolineato come “anche nel settore ambientale ci dobbiamo abituare al concetto di sobrietà, perché stiamo consumando risorse come se il pianeta fosse infinito, ma così non è. Mi auguro –ha proseguito Barelli- che gli ecoreati siano strumenti per far crescere il senso di precauzione, perché i disastri si possano prevenire ed evitare. Oggi, del resto, la società pretende che lo stato sia più presente  e le sanzioni più efficaci”. E’ quindi stato compito del Dott. Luca Ramacci, Magistrato della Suprema Corte di Cassazione, studioso ed esperto di reati ambientali prima come pubblico ministero, ora come giudice, spiegare nel dettaglio come i reati di inquinamento, disastro ambientale, impedimento dei controlli, omessa bonifica, traffico di materiale radioattivo prendano corpo alla luce della nuova legge 68/2015, che, tra l’altro, prevede tempi di prescrizione raddoppiati e pene più aspre.